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  • Juventus, Agnelli: 'Moggi faceva come tanti altri, di cui poi si è saputo'

    Juventus, Agnelli: 'Moggi faceva come tanti altri, di cui poi si è saputo'

    Andrea Agnelli, presidente della Juventus, parla al Financial Times, in un'intervista che sarà pubblicata integralmente sabato. Ma alcune anticipazioni non mancheranno di far discutere, come quando Agnelli parla di Luciano Moggi, ex dg bianconero: "Moggi chiamava i designatori arbitrali? Ma anche molti altri, che vennero fuori dopo, lo facevano. Ci hanno ritenuti colpevoli di comportamento antisportivo, non di frode". 
     
    Il presidente della Juventus parla dei due tesori di famiglia: "La Juventus e la Fiat sono il comune denominatore della nostra famiglia. Ci sono aziende che vanno e che vengono, queste due sono immortali. La Juventus è la signora d'Italia, la donna con cui tutti vorrebbero andare".
     
    La Juventus a cui è rimasto più legato: "E' quella del 1996, quella che alzò la Champions League con Vialli e Ravanelli. Gli avversari nel tunnel prima di scendere in campo pensavano: 'Contro questi abbiamo già perso'". 
     
    Il ritorno alla vittoria dopo Calciopoli e la Serie B: "Tornare a vincere sul campo ci ha dato la possibilità di ribadire quanto siamo forti e pronti a guidare il sistema italiano. La squadra attuale ha un grande potenziale, la sento come una mia creatura". 
     
    Per il calcio italiano, nessun complimento, anzi: "Non è un buon prodotto. Gli stadi sono mezzi vuoti, c'è la violenza. Si comprano le magliette false e per 10 anni abbiamo atteso una legge che permettesse di costruire i nuovi impianti. Ormai siamo una lega di transito, non la destinazione finale dei top players. L'Italia e il calcio italiano hanno bisogno di riforme strutturali. Cosa invidio agli altri paesi? Dell'Inghilterra le capacità di merchandising, della Spagna le libertà dei grandi club di vendere i diritti tv per conto proprio e non assieme ai piccoli club. Della Germania il fatto che le grandi squadra siano sponsorizzate e sostenute dalle multinazionali".

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