Beppe Marotta, ad della Juventus, parla ai microfoni di Sky prima del match odierno fra i bianconeri e il Palermo. Di seguito il suo intervento, così come riportato da TuttoJuve.com

Coppia Tevez-Llorente ancora titolare: "Sicuramente l'allenatore ha la possibilità di vederlo tutti i giorni, quindi di valutarne pienamente il suo stato di forma. Il fatto che segni o non segni, sicuramente per un attaccante è una peculiarità importante, però c'è anche un contributo che dà alla squadra, non a caso è riuscito quest'anno, con un atteggiamento tattico differenti rispetto a quello di Conte, a facilitare i gol di Tevez".

Pirlo titolare, Pogba in panchina: "Perchè  è giusto dosare tutte le forze dei giocatori, visto che abbiamo tanti impegni ravvicinati, giochiamo mercoledì a Genova. E soprattutto perchè in panchina abbiamo i cosiddetti co-titolari che sono all'altezza della situazione. Quindi credo che l'undici iniziale sia di grande autorevolezza, al di là di quelli che sono seduti in panchina. Pirlo non dimentichiamoci che è stato fermo per più di un mese, un infortunio molto difficile, quindi il fatto di rientrare in forma necessita di tanto tempo. Il miglioramento lo si ha solo se si gioca continuamente. Una partita quindi vale molto di più di taluni allenamenti, se le sue prestazioni non sono come quelle che siamo abituati a vedere bisogna avere pazienza e aspettarlo".

Perché Morata non titolare? "Mi è difficile adesso entrare nei particolari, perchè ha scelto Llorente piuttosto che Morata, sono considerazioni sue e non è che vado a indagare più di tanto. Devo dire che entrambi i giocatori sono giocatori importanti che avranno modo di farsi valere nel corso di una stagione molto impegnativa, nell'ottica di quelli che sono gli impegni e le frequenze che noi dobbiamo rispettare. Llorente non è in forma, non è il Llorente che siamo stati abituati a vedere nelle ultime partite di campionato, però è un giocatore importante e dire che anche in questa stagione sta facendo un lavoro un po' oscuro ma che serve per facilitare le occasioni da gol di Tevez. Un attaccante quando fa gol può anche sedersi in panchina, ma oggi siamo davanti a un calcio moderno per cui gli attaccanti sono costretti a lavorare anche per la squadra".

Sull'atteggiamento della Juve in Champions ad Atene: "Non credo, io credo sia una questione di esperienza e di valutare anche che abbiamo degli avversari che sono molto più impegnativi di tantissime squadre di Serie A, al di là del valore che possono rappresentare. L'approccio che hanno queste squadre agonisticamente parlando, motivazione, molto alto, noi dobbiamo essere bravi in questo soprattutto, perchè tecnicamente le squadre italiane non hanno nulla da invidiare a tantissime altre squadre. Ma l'approccio, - lo abbiamo visto con tante altre squadre che hanno partecipato come la Roma la settimana scorsa - l'esperienza, la motivazione, sono elementi fondamentali che spesso vengono sottovalutati da tutte le squadre".

Champions primo obiettivo della Juve? "Il primo obiettivo è quello di vincere lo Scudetto e sicuramente consolidarci quantomeno nei primi due posti per poterci garantire la permanenza anche nella futura stagione alla Champions League. La Champions è un torneo, non dobbiamo nascondere che esistono dei valori: onestamente la Juventus non ha un valore competitivamente parlando elevato come possono essere Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, però è un torneo e come tale ci sono circostanze favorevoli che hanno un peso rispetto ad un campionato dove a mio giudizio i valori emergono sempre e vince sempre la migliore in assoluto. In Champions ci sono circostanze favorevoli, situazioni particolari, che vengono vissute in modo positivo o negativo a seconda della partita".