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  • Juve-Napoli, Higuain sfida se stesso: decisivo per infrangere il 'suo' sogno

    Juve-Napoli, Higuain sfida se stesso: decisivo per infrangere il 'suo' sogno

    • Andrea Sereni
    Le emozioni non si controllano. Esplodono quando meno vorresti, ti catapultano in uno stato di irrealtà temporanea. Provi a nasconderle, le mascheri come meglio puoi. Ma vivono in te, a volte è inevitabile. Si possono dire tante cose su Gonzalo Higuain, alcune belle e altre meno, ma di certo non lo si può definire freddo, apatico. È un sanguigno. Il fuoco che arde dentro di lui è caldo come la lava di un vulcano. Una fiamma che non sempre riesce a veicolare bene: con la maglia dell'Argentina addosso spesso ne è rimasto consumato, privato della freddezza che serve per chi fa il suo mestiere. Altre volte invece lo carica, lo spinge oltre il limite: è il caso delle partite giocate al San Paolo, contro un muro di fischi, opposto a 50.000 e più persone che si augurano di vederlo cadere. In quei casi esce il guerriero che alberga in lui, un animo pugnace pronto alla sfida. Voi mi fischiate? Benissimo, io sono più forte, non mi fate paura. Sensazioni, sentimenti che oscillano come un pendolo impazzito. Tutto però sarà diverso domenica sera quando, con addosso la maglia della Juventus, affronterà il Napoli. È vero, non è la prima volta da ex, ma stavolta Higuain non sfiderà i tifosi, gli avversari. Domani sera all'Allianz Stadium giocherà contro una favola, un sogno. Quello che per anni ha scritto con le sue stesse mani, ha vissuto sulla sua pelle, è stato suo.

    L'ULTIMA VOLTA - Udine, 3 aprile 2016: il Napoli sotto 3-1, pochi minuti alla fine della partita. Un fallo di reazione su Felipe, un cartellino rosso sventolato in faccia. Negli occhi mesi di lavoro, settimane in cui aveva trascinato a suon di gol la squadra. Koulibaly e Mertens a trattenerlo, a placarne la foga, Reina ad accompagnarlo fuori dal terreno di gioco. In quel nuvoloso pomeriggio friulano si infranse il sogno di quel Napoli, del suo Napoli. Gli occhi di Gonzalo, come sempre, non mentivano. Lucidi, sull’orlo delle lacrime. Una frustrazione crescente, una rabbia fatta di impotenza e sofferenza. Lì terminava, di fatto, un capitolo della sua carriera, della sua storia.

    GUERRIERO FRAGILE - Fallire i grandi appuntamenti è una triste costante per l’argentino. Gli errori, per uno come lui grossolani, nella finale Mondiale del 2014 e nelle due di Coppa America del 2015 e del 2016 rimarranno macchie indelebili, difficili da cancellare. In tante partite decisive anche con la maglia del club non è riuscito a incidere, ultima in ordine di tempo la finale di Champions League dello scorso anno persa dai bianconeri a Cardiff contro il Real Madrid. Le partite da dentro o fuori sono state spesso, non sempre, uno scoglio insuperabile. Quando tutto dipende da lui, quando ogni speranza è riposta nel suo destro, crolla, non riuscendo a reggere la pressione. Può l’uomo che ha scritto un record storico nella storia del calcio italiano avere delle debolezze? Domani sera quella che andrà in scena all’Allianz Stadium sarà una vera e propria finale. Chi vince avrà in mano lo scudetto. Allegri non ha dubbi, si affiderà a lui. Oggi in conferenza stampa non ha usato giri di parole: “Gonzalo sarà importante e decisivo per la partita”. Ultimo atto, un’altra finale, ancora una volta dovrà dimostrare qualcosa, dovrà guidare i suoi compagni

    FRECCIA SCOCCATA - Cosa accadrà domani, quando si involerà verso la porta, quando il pallone sarà pronto ad essere scaraventato in rete, ancorato al suo destro? Testa alta, incrocerà lo sguardo di Koulibaly, proprio quello che lo aveva consolato a Udine. Si volterà verso la porta, faccia a faccia con Reina. Un riflesso negli occhi dello spagnolo lo porterà indietro nel tempo, ci potrà vedere se stesso, non tanto tempo fa. Stavolta più che contro la sua vecchia squadra, i suoi vecchi tifosi, Gonzalo giocherà contro una parte di se stesso. Un qualcosa che è inevitabilmente rimasto dentro di lui. Avrà la forza, quando l’arco sarà incoccato, di scagliare la freccia colpendo al cuore il bersaglio?

    @andreasereni90

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