Occhi da cerbiatto. Viso semplicemente incantevole. Fisico slanciato. Sorriso che potrebbe far innamorare qualsiasi uomo. Karolina Bojar non è una modella. Nonostante abbia tutte le caratteristiche per sfondare per la sua bellezza. La strada seguita dalla ventenne polacca è un’altra. Quella dei campi di calcio. Come arbitro. Le sue immagini in calzoncini corti e divisa hanno fatto il giro del mondo. E milioni di fans in tutto il globo oggi fanno il tifo per lei. In esclusiva per calciomercato.com ecco la sua storia.
 
Quando è incominciata la sua carriera?
Iniziare ad arbitrare è molto difficile anche per gli ex calciatori dilettanti che decidono di intraprendere questa avventura. Io ho seguito il corso nel 2014. Nella prima partita la conoscenza teorica e la preparazione fisica stavano svanendo nel groviglio di stress e confusione. Ma poi di partita in partita tutto è andato sempre meglio. Alla fine di ogni match stilo una lista dei miei errori per poterli evitare in futuro.
 
Perché ha scelto di diventare arbitro?
Anche mio nonno lo era. Fin da bambina il mondo del pallone mi ha sempre accompagnato. La decisione di prendere parte al corso per poter arbitrare è stata spontanea. Volevo vedere come ‘avrei reagito di fronte a un fischio’. Sono una runner di media e lunga distanza, quindi la mia preparazione fisica è davvero buona. Oggi il calcio è una grande parte della mia vita. Nell’intermezzo di stagione in cui non si disputano i vari match, le partite mi mancano molto.
 
Quante gare ha arbitrato fino ad oggi?
Circa 150 partite ufficiali. E parecchi tornei giovanili.
 
È vero che lei era l’unica ragazza al corso?
Sì. A Cracovia ero sola, con 40 ragazzi. Ma ad oggi in Polonia ci sono circa 200 donne che sono diventate arbitro.  
 
Quando era piccola, giocava con le bambole o calcio?
Mi divertivo con mio nonno. E ho sempre amato praticare sport. Certo, da bimba mi piacevano anche le bambole. Quello che è stato atipico è che sono stata affascinata dagli escavatori sui cantieri. I miei genitori dovevano comprare un sacco di giocattoli, normalmente associati ai ragazzi.
 
Sta studiando legge all’Università di Cracovia. Preferirebbe diventare un importante arbitro o uno stimato avvocato?
Mi piacerebbe essere un avvocato in ambito sportivo. Il calcio e l’arbitraggio sono il mio hobby. Vorrei coniugarli successivamente alla mia carriera legale.
 
Adesso sta arbitrando nei distretti regionali. Quando pensa di poter arrivare al calcio che conta?
Prima di tutto dovrò migliorare. Tra i campionati in cui opero e i livelli più alti in Polonia c’è una strada lunga da percorrere. Umiltà, pazienza e duro lavoro mi aiuteranno a implementare le mie capacità. Sono davvero convinta che in futuro arriverò ai più alti ambiti del mondo del pallone.
 
Sogna di poter arbitrare in Champions League? E al Mondiale? Chi lo sa, la Finalissima…
Arrivare all’atto conclusivo di una manifestazione globale è per tutti un sogno. Giocatori, allenatori, dirigenti e arbitri, che sono preparati alla competizione. Dobbiamo correre velocemente come i calciatori e aver l’esperienza necessaria per resistere alle critiche.  Le persone hanno dei sogni. E questi sono fatti per essere realizzati.
 
Che tipo di arbitro è lei? Permissivo o severo?
Mi piace quando si gioca. Sempre tenendo conto che i giocatori abbiano rispetto per la propria salute e per quella degli avversari. Non amo estrarre troppi cartellini. Credo che usarne molti non sia la via corretta per costruire un rapporto proficuo con gli atleti.

Che cosa non le si deve dire quando arbitra un incontro?
Io nutro molto rispetto per i giocatori e pretendo di essere rispettata. Se vi è una mancanza gli arbitri devono prendere il controllo della situazione. Purtroppo non ci sono calciatori famosi come arbitri. Tutti sanno quanto sia difficile e di responsabilità il nostro lavoro. Tale professione richiede molta resistenza psichica.
 
Tifa una squadra particolare in Europa?
Il team locale è il Wisla Cracovia. All’estero mi piace il Barcellona. E supporto chiaramente Robert Lewandoski. Spero che lui e il Bayern Monaco possano conquistare tanti trofei.
 
Come reagiscono i calciatori quando capiscono che sarà lei ad arbitrarli?
Sono tutti sorpresi che l’arbitro sia una donna. Anche se le abitudini e i costumi si stanno ammorbidendo. Diciamo che poi, quando la partita inizia, non ci sono privilegi di sesso, anche se sei una ragazza.
 
Ma la rispettano o alcuni fanno gli stupidi proprio perché è una ragazza?
Esiste lo stereotipo secondo il quale le donne hanno enormi problemi con il fuorigioco. Ed è motivo di scherno. Stupidi commenti su un campo di calcio sono situazioni normali. Come donna, non mi sento male, non credo sia importante se il sesso dell’arbitro. Basta solo che sia competente.
 
Qualche calciatore ha flirtato con lei in campo?
Assolutamente sì. Diciamo che queste battute durante le gare sono solo un gioco. L’importante è che avvengano in un’atmosfera piacevole e giocosa. Credo che il flirt abbia un’influenza positiva nello spirito della gara.
 
Pensa sia più difficile per una donna essere arbitro rispetto a un uomo?
A mio avviso è naturale che le donne abbiano da lavorare parecchio, per condizione e forza, a causa delle nostre condizioni fisiche. Prepararsi alle partite richiede molti sacrifici.
 
Perché arbitro e non modella?
È il mio hobby. Gli effetti che si creano mi aiutano a rigenerarmi mentalmente. Poi sono sempre stata interessata agli sport, non alle sfilata. Ecco perché tra l’altro sono una runner di ottimo livello.
 
Cosa pensa del calcio italiano?
Credo sia nella TOP 3 in Europa. Il tipo di gioco espresso è interessante. Il mio giocatore preferito è Gianluigi Buffon. Mi ricordo di lui dalla prima partita in cui l’ho visto tra i pali quando ero una bambina. Ha qualità. Unite a classe e rispetto. In più ho seguito la vostra Under 21 nell’ultimo Europeo disputato in Polonia. Qualcuno ha potenziale e certamente finirà a giocare in squadre di rilievo. Seguo la Serie A anche perché ci sono svariati miei connazionali. Molti nella Samp, qualcuno nel Napoli o al Palermo. Ah dimenticavo, mando pure un grande in bocca al lupo a Wojciech Szczesny in Juventus.
 
Lei è single? E ha mai pensato di fidanzarsi in futuro con qualche campione?
Sono fidanzata. Con un arbitro. Se non dovesse cambiare e diventare un calciatore famoso, mi sposerò con uno sconosciuto amatore.