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  • L'Inghilterra incorona Higuain: 'E' come Diego, anzi Freddy Mercury'

    L'Inghilterra incorona Higuain: 'E' come Diego, anzi Freddy Mercury'

    • James Horncastle, tradotto da Lorenzo Bettoni
    Ecco l'articolo scritto dal nostro editorialista londinese James Horncastle per la versione inglese di calciomercato.com


    Uscendo dal campo a fine partita e scomparendo in fondo alle scale che portano negli spogliatoi dello stadio San Paolo, Gonzalo Hiugian e la curva si sono salutati con applausi reciproci. Una scena che ricorda un po’ l’esibizione di Freddy Mercury al Live Aid.
    Approfittando del momento, lo speaker Daniele ‘Decibel’ Bellini ha impugnato il microfono per richiamare un’ultima volta il pubblico a scandire a gran voce il nome del bomber argentino. Scena già vista un paio di volte nel corso della serata e, come di consueto, dopo tutte le reti in casa di Higuain.
    La tripletta non è arrivata, ma Bellini deve aver pensato: ‘Al diavolo’ piuttosto perderò la mia voce ed ha concesso al bomber argentino un ultimo saluto da parte del pubblico, per fargli comprendere a pieno tutto l’apprezzamento del popolo napoletano.
    Anche questo è stato un altro modo per dire grazie ad Higuain in una ‘notte magica’ come lui stesso ha definito quella di ieri sera. Un altro grazie, dopo la standing ovation arrivata al momento del cambio durante il match contro la Juve, quando il bomber argentino lasciò il segno con un gol e un assist.
    Ieri sera, tutto è iniziato con la rete in avvio, siglata dopo appena 64 secondi dal fischio d’inizio: il secondo centro più veloce in questo scorcio di Serie A. L’ottavo sigillo consecutivo al San Paolo, che ha permesso ad Higuain di scrivere il proprio nome accanto a quello di Diego Armando Maradona nel libro dei record del club. Nonostante un errore di Murillo, Higuain si è confezionato il gol praticamente da solo.
    Se il primo graffio all’Inter è stato uno splendido esempio della sua tecnica, ecco che Higuain ha pure sprigionato tutta la sua potenza intorno all’ora di gioco, rincorrendo un colpo di testa di Albiol, sgattaiolando tra i due veloci centrali dell’Inter, tenendo botta al contatto fisico con Miranda e sparando alle spalle di Handanovic un tiro micidiale.
    Quattordici gol segnati fino ad ora, uno ogni 92 minuti: ecco la media stagionale di Higuain che ha permesso al Napoli di tornare in testa alla classifica per la prima volta dopo un quarto di secolo, data che coincide anche con l’ultimo scudetto dei Partenopei.
     
    “La sezione dell’enciclopedia dedicata agli attaccanti porta sopra la sua foto” scriveva questa mattina “La Gazzetta dello Sport”. Higuain è un centravanti puro. Mettendo per un attimo da parte Messi, Ronaldo o Neymar, che sono ‘ibridi’ ed accorpano straordinariamente più ruoli in un singolo giocatore, Higuain è tra i primi cinque centravanti del mondo in questo momento.
    Dal 2013 ad oggi, ha messo a segno 63 gol ed altrettanti assist, tanti quanti Robert Lewandoski. È ottavo in questa speciale classifica che tiene conto dei cinque campionati più importanti d’Europa e che include anche i fenomeni di Barça e Real.
    Per il tecnico del Napoli Maurizio Sarri, è il miglior attaccante del mondo. Anche quando Tevez giocava in Serie A, la sensazione era che il miglior Higuain fosse comunque l’attaccante più forte del campionato. Cosa separava i due argentini era l’ambiente. A Torino c’era meno pressione, più coerenza tattica, oltre ad un più alto tasso di esperienza e una maggior qualità complessiva della squadra. Tutte queste cose messe insieme, hanno minato la continuità dell’ex Real Madrid.
     
    Ma lo stesso Higuain è stato nemico di sé stesso nella passata stagione. Tevez giocava come se la sua stessa vita dipendesse dalle sue prestazioni, senza mai farsi influenzare da umori storti che ne potessero condizionare il rendimento in campo. Non si può dire lo stesso per Hiaguain che, almeno nello scorso campionato, è sembrato a lungo tormentato da demoni interni che lo portavano ad essere in contrasto con sé stesso prima ancora che con i suoi compagni.
    Dopo aver sbagliato un’occasione d’oro nella finale di Coppa del Mondo in Sud Africa, il suo gol del pareggio nei preliminari di Champions League contro l’Athletic Bilbao venne reso vano dalla sconfitta per 3-1 nel match di ritorno al San Mames. Per continuare, Higuain dovette aspettare fino ad ottobre per segnare la sua prima rete in Serie A, mentre la doppietta in finale di Super Coppa Italiana a Doha, dove anche Tevez segnò due reti, si rivelò essere un fuoco di paglia e non il punto di svolta sia della sua stagione che di quella del Napoli. L’eliminazione in semifinale di Europa League, il rigore sbagliato nell’ultima gara dello scorso anno contro la Lazio ed quello fallito in finale di Copa America contro il Cile hanno condito l’Annus Horribilis di Higuain.
    Vale però la pena guardare la scorsa stagione da un altro punto di vista. Higuain segnò 29 gol e nonostante questo la sua stagione venne definita come negativa e non all’altezza del suo potenziale. Immaginate cosa può accadere quando invece Higuain è al top. Anzi, non c’è nemmeno più bisogno di immaginarlo perché Higuain lo sta già mostrando.
    Ha iniziato la stagione con l’obiettivo di mettere il silenziatore alle critiche piovutegli addosso lo scorso anno. La più clamorosa: quella del ragazzo che lo fermò mentre il giocatore era in vacanza ad Ibiza, pensando che fosse una buona idea ricordargli l’errore dal dischetto col Cile.
    Quest’anno è apparso più in forma che mai, dopo aver seguito un percorso con il dottor Giuliano Posner, lo stesso dietologo di Messi, che ha aiutato la ‘Pulce’ a migliorare ulteriormente le sua performance. Tre chili in meno hanno aiutato Higuain a giocare con un’intensità maggiore, un’intensità con la quale i difensori avversari faticano a rapportarsi.
    Poi, ovviamente, ci sono i meriti di Sarri. Molti, incluso lui, si erano chiesti come un allenatore che fino a questa estate si era seduto soltanto sulle panchine di piccole squadre o nelle divisioni inferiori, sarebbe riuscito a gestire le personalità dei campioni che compongono la squadra partenopea.
    Non ci ha pensato due volte, Sarri, nel mettere il giocatore di fronte alla dura realtà: “Gli dissi subito che era troppo svogliato e che doveva lavorare sul suo atteggiamento in campo, altrimenti non sarebbe mai diventato uno dei migliori attaccanti del mondo. Ha un talento immenso, ma fino ad ora ne ha espresso solo l’80-90%. È un attaccante completo (23 assist da quando è al Napoli, la dicono lunga ndr), ma se impara ad attaccare gli spazi ed il primo palo, può diventare un crac.”
    Con grande sorpresa, anche dopo la prestazione della notte scorsa, Sarri ha chiesto più cattiveria ed applicazione ad Higuain ai microfoni di Sky Sport. Ma può davvero Higuain giocare meglio di così? La risposta, ha fatto sognare Napoli, di nuovo. “E’ giusto che sia così” ha ammesso il tecnico.
    L’argentino spera di seguire le orme di Maradona. Come Diego nel 1986 e nel 1987, anche Higuain ha sperato di vincere Mondiale e Serie A in rapida successione. La Coppa del Mondo, ormai, è sfumata, ma il campionato può ancora arrivare.
    In questo momento Higuain è il giocatore che può far pendere l’ago della bilancia dalla parte del Napoli, un po’ come Pirlo nel suo primo anno alla Juventus, stagione 2011-2012.
    Essere riusciti a vincere lo scudetto a Napoli è una delle discriminanti che ancora separano Maradona da Messi. Se ci riesce Higuain, il minimo che si può fare è considerarlo uno dei più grandi attaccanti della sua generazione. Napoli, certamente lo celebrerà come tale, soprattutto se riuscisse a porre fine ad un’attesa che dura da 25 anni. In quel caso, poi, Higuain non sarebbe più ricordato come un semplice calciatore, ma raggiungerebbe Maradona nell’Olimpo degli dei del San Paolo.


     
     

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