Spalletti non è certo una testa calda. Anzi riflette. Forse anche troppo. Ma non perde mai il senso della misura, a meno che non vi siano forti condizionamenti esterni (cultura ambientale, tifosi, aspettative oltre il limite). A Roma trovò una squadra in confusione mentale e in due partite la fece quadrare. Trovò anche Sabatini e, purtroppo per lui, Totti, il vero fattore destabilizzante. Ora Totti è lontano sia dai campi di calcio, sia da Milano, dove invece, Sabatini è vicino e con un ruolo molto importante, visto che è il coordinatore tecnico di Suning. Non si occupa solo dell'Inter, bensì anche del Jiangsu, l'altra squadra del gruppo cinese allenata da Capello.

L'Inter è stata rimessa in carreggiata da questi due ottimi professionisti, prima con un mercato senza grandi acuti, ma almeno con un grande acquisto (Skriniar) che ha dato equilibrio alla difesa. Il resto ha subiti alti e bassi, ma la "testa fredda" di Spalletti ha fornito un equilibrio che all'Inter mancava da tempo. Adesso l'inaspettata flessione, che pare avere colto tutti di sorpresa (Bergomi docet) ha costretto l'allenatore toscano a "chiedere chiarezza" alla proprietà. Ovvero: bisogna intervenire con rinforzi in questa sessione di mercato. D'altra parte, a giugno, non sembravano vicini Nainggolan o Vidal?

Suning, però, era ed è ancora scottata dal mercato incauto (per usare un eufemismo) degli ultimi due anni. Sarà stato prima dell’arrivo di Spalletti e Sabatini, ma si parla di 100 milioni in fumo o quasi. I nomi e le somme: 75 milioni di euro per Gabigol e Joao Mario, 30 per Gagliardini. Scottata in Italia e ustionata in Cina, dopo le restrizioni del governo cinese. "Il governo cinese - recitava un comunicato ufficiale dell'Inter - ha recentemente classificato gli investimenti in squadre sportive come investimenti limitati. L'Inter è dipendente dai contributi di capitale di Suning ed eventuali restrizioni alla capacità di Suning di fornire tali contributi influenzerebbero negativamente le attività e i risultati delle operazioni dell'Inter". 

Spalletti chiede chiaramente rinforzi, Sabatini è volato in Cina, circolano nomi di prestiti a costo limitato, limitatissimo, ma se questa è l’attuale realtà, ci sembra utile porre alcune domande a Suning.

1) Il freno imposto dal governo cinese agli investimenti nel calcio condizionerà il futuro dell'Inter e, se sì, fino a quando?

2) Suning comprende che attualmente il progetto di riportare l'Inter ai vertici del calcio sta scricchiolando pericolosamente?

3) Qual è il piano senza Champions? Sacrificare un big come Icardi o Skriniar?

4) È possibile prevedere aumenti di capitale, necessari per tornare una grande squadra, o l'autogestione è la strada che Suning vuole realmente praticare?

5) Quanto è importante l'Inter per Suning?

Domande forse elementari, ma fondamentali. Intanto circolano i nomi di Rafinha e Yanga-Mbiwa. Francamente, non sembrano risposte sufficienti.