La missione di Marco Fassone per il rifinanziamento con Elliott del debito del Milan rischia di essere un percorso ben più arduo e complicato rispetto a quanto annunciato dallo stesso amministratore delegato dei rossoneri. A riferlirlo è La Stampa che oltre a riportare l'inchiesta aperta della procura di Milano conferma anche la sfiducia data dalle banche USA all'attuale presidente, Yonghong Li.

Secondo il quotidiano torinese in un articolo a firma Gianluca Paolucci, alcuni manager delle più importanti banche d'affari hanno definito Yonghong Li non credibile per "Motivi reputazionali". È questo il nodo sul quale si sta fin dall'inizio lavorando: dove trovare i soldi per restituire al fondo Elliott la parte di prestito che non riguarda direttamente il Milan, bensì Mr. Li.

Sempre secondo La Stampa il fatto è che almeno due grandi banche Usa (Goldman Sachs e Bofa-Merrill Lynch) si sono affacciate all’affare salvo poi concludere che l'affare non si poteva concludere. Al momento, la prospettiva che il Milan possa cambiare di nuovo proprietario sono più che concrete.