Ci sono momenti in cui restare uniti diventa una dote. Più importante di qualsiasi dichiarazione, più preziosa di un nuovo acquisto. La Juventus lo sa molto bene: dopo uno schiaffo come quello di Marassi, compattarsi diventa fondamentale. E il grande accusato, Massimiliano Allegri, non a caso è blindato in pubblico e (soprattutto) in privato da chi alla Juve conta davvero. Dai piani alti alla dirigenza, tutti convinti che non ci sia un vero problema legato all'allenatore. Anzi. Al prossimo passo falso, magari più fragoroso, sarà facile fare nomi in prospettiva futura. Ma per la Juventus, oggi, Allegri non si discute

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IL MERCATO CON MAX - La società ha dato sempre grosso peso al suo allenatore anche in sede di mercato. E anche in queste settimane, continua e continuerà a farlo: Marotta non ha nascosto come la Juve avesse fatto di tutto per prendere Gundogan, pallino di Max finito al Man City per tanti, troppi soldi. E potrà confermare anche come ci sia stato un tentativo bianconero in estate pure per Toni Kroos, blindato dal Real Madrid, tanto per restare in tema centrocampo. Le scelte sono congiunte, per accontentarlo si lavorerà anche a gennaio su una strategia che consenta di rinforzare la mediana senza scelte affrettate. Ma con Allegri, che è un fattore importante e non di passaggio per Marotta e Paratici.

L'IDEA SUL CONTRATTO - Da inizio 2017, poi, puntuali ripartiranno le discussioni sul futuro di Allegri legate anche al contratto. Rinnovato nella primavera scorsa fino al 2018, ma che lo porterà a scadenza annuale con la Juve dalla fine di questa stagione. Un filo sottile che potrà alimentare discorsi e candidature. In realtà, pur essendo Allegri stimato ma non intoccabile perché dipende dai risultati come tutti gli allenatori del mondo, l'idea che filtra da casa bianconera è di iniziare a dialogare con Max di un potenziale nuovo contratto ancora una volta dopo gli ottavi di Champions League, che inizieranno a indirizzare la qualità effettiva della stagione. A quel punto si potrà valutare come e per quanto programmare insieme, partire coi discorsi sul contratto, progettuali prima che economici. Un ulteriore segnale di come non si pensi in altre direzioni, almeno ad oggi, in casa Juventus. Il resto dovrà farlo Allegri, sul campo. E vincendo, come si pretende in società. Ma senza nessuno che gli rema contro in casa sua.