Gentile Procuratore,
ho letto pochi giorni fa, in questa rubrica, di un papà che si lamentava perché il figlio pur se paragonato ad Andrea Pirlo è stato scartato da diverse società perché ritenuto troppo lento.
Io sono il papà adottivo di un ragazzo senegalese e ho, mio malgrado, ricevuto risposte negative ai vari provini sostenuti dal ragazzo perché mio figlio, avendo solo 15 anni, è stato ritenuto fisicamente troppo precoce nello sviluppo e, quindi, con pochi margini di crescita.
Ecco le parole testuali di un responsabile del settore giovanile: "Tuo figlio è già grosso come Balotelli e, quindi, a questa età sicuramente può fare la differenza, ma in prospettiva non potrà andare oltre la Serie D perché non ha i piedi buoni!".
E ha chiuso con una frase che mi ha ferito molto, che è la seguente: "Come tutti i neri non ha i piedi buoni!". Frase che, oltre che sembrarmi stupida, mi è sembrata fortemente razzistica. Io non pretendo che mio figlio diventi un professionista a tutti i costi, ma il rispetto, quello sì, lo esigo. Grazie. Arnaldo '64


Gentile Arnaldo,
questo dirigente nel quale si è imbattuto qualcosa di buono glielo ha detto, per poi chiosare con una frase che non è neppure commentabile
("Come tutti i neri non ha i piedi buoni!").
Quando ti dice che il ragazzo, per la sua fisicità, nei settori giovanili può fare la differenza, è sincero e in controtendenza. Generalmente, proprio nei settori giovanili, gli scout cercano ragazzi che possano far valere la loro superiorità fisica, al di là della reale prospettiva futura.
Il dirigente sbaglia, tuttavia, nell'evidenziare che suo figlio non ha i piedi buoni. Altre dovrebbero essere le motivazioni per scartare un giovane calciatore, dato che la tecnica è migliorabile di giorno in giorno (la migliorano anche i professionisti!).

Concludendo, la ringrazio per questa sua testimonianza, perché ritengo possa sollevare un interessante dibattito tra gli utenti di calciomercato.com sul tema dei parametri di valutazione dei giovani calciatori.

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