"In Bundesliga da" recita la scritta sull'orologio digitale della Imtech Arena, lo stadio che ospita le partite dell'Amburgo, la più antica squadra del massimo campionato tedesco (52 presenze contro le 51 del Werder e le 50 del Bayern). L'orologio ora è spento e solo stasera, dopo lo spareggio salvezza di ritorno contro il Karlsruhe (l'andata è finita 1-1), scopriremo se si riaccenderà.

TRE ALLENATORI IN UNA STAGIONE - "Der Dino", il dinosauro, è il soprannome valso all'immortalità della squadra sassone, fra le migliori per titoli (sei campionati, 3 DFB-Pokal, 2 Coppe di Lega) ma da due anni in un incubo retrocessione. Come se non bastasse quest'anno una dirigenza, non illuminata, ha cambiato tre allenatori (Slomka, Zinnbauer, Labbadia) e preso decisioni sconsiderate anche per colpa di un organigramma societario confuso, aberrazione dell'azionariato popolare così diffuso in Germania, portato alla perfezione sull'altra sponda di Amburgo dal St.Pauli.

I PEZZI PREGIATI - Mentre Lasogga e compagni giocano stasera con una squadra decimata, i club europei guardano la rosa dei Rothosen alla ricerca di occasioni. Per l'italia sono pochi i giocatori appetibili: come il 30enne svizzero Valon Behrami, comprato l'anno scorso grazie al prestito del tifoso magnate Kuhne, che ritorna disponibile sul mercato. A centrocampo altre due possibilità: il talento ventiquattreenne tedesco mai realizzato di Lewis Holtby, in prestito dal Tottenham,accostato in passato all'Inter, che non troverà spazi a White Hart lane, e il nazionale cileno Marcelo Diaz, classe 86 arrivato a Gennaio dal Basilea. In attacco oltre all'eterno Ivica Olic è disponibile il 27enne lettone Artjom Rudnevs, capace di segnare 4 goal alla Juventus nella fase a gironi dell'Europa League 2010-11, quando vestiva la maglia della squadra polacca del Lech Poznan. Anche Rafa Van Der Vaart, classe 83, ha dichiarato in passato di amare l'Italia, anche se sembra più orientato a un ritorno all'Ajax.

Matteo Moschella
@MatteoMoschella