Il terzino viola Laurini ha dichiarato al Corriere dello Sport in vista della trasferta di domenica a Napoli: "Ci vuole una Fiorentina in stile Juventus. La Juve ha vinto rispettando il suo avversario e aspettando il momento giusto. Noi dovremo fare altrettanto, anche perché non scenderemo in campo da vittime sacrificali".

"Insigne? Affrontare campioni del suo calibro è qualcosa che non ha prezzo, è adrenalina pura. Come fermarlo? La cosa è molto semplice: se pensi di andargli in anticipo, è capace che lui con una finta ti mandi a sbattere in un muro. Quindi sarà più facile fare in modo che non abbia troppi palloni tra i piedi. Dovrà essere la squadra a fare un ottimo lavoro organizzativo di gruppo. Non dimentichiamoci che il Napoli è abituato ad attaccare con tutti i suoi giocatori di movimento: dovremo essere perfetti". 

"Sarri è l'allenatore che cinque anni fa mi volle ad Empoli. Non appena arrivato mi chiamò per fare due chiacchiere nel suo spogliatoio: era stato lui a fare il mio nome al direttore Carli. Mi ha dato tantissimo. E' una persona molto puntigliosa, uno di quelli che non lascia niente al caso. Non mi ha sorpreso vederlo così in alto in classifica col Napoli. Sul campo è un martello, uno di quelli che non fa passare niente. Quello che non funziona si prova e si riprova fino a quando i meccanismi non sono rodati. In Europa, io fin qui non ho visto nessuna squadra ben organizzata come il Napoli. Era sempre al campo dìallenamento. Potevi arrivare alle 9 del mattino e uscire la sera alle 20: lui era sempre lì, a lavorare, a studiare, a trovare sempre la soluzione migliore. E' uno a cui piace vivere la squadra e che a volte ci faceva qualche comparsata negli spogliatoio per prenderci tutti in giro". 

"La mia Nazionale è la Fiorentina. A Russia 2018 non tiferò per nessuno, perché nonno è italiano e gli azzurri non ci sono. Simpatizzerò per la Francia, la patria in cui sono nato, ma niente di più. Un Mondiale senza l’Italia non è un Mondiale".