Che centrare l'obiettivo Champions sarà come arrivare in cima a una montagna i giocatori già lo sapevano. Quello che non sapevano è che la montagna dovranno scalarla veramente. E dovranno farlo oggi. Se a pochi chilometri da Petkovic, in quel di Riscone di Brunico il giallorosso Zeman ha rispolverato i famosi gradoni e la corsa con i sacchi che da sempre contraddistinguono le preparazioni atletiche del boemo, qui ad Auronzo di Cadore il biancoceleste punta sull'alpinismo. Non sarà una gita di piacere. Appuntamento con tutta la squadra per salire sulla punta estrema del Monte Agudo. 1.600 metri ripidissimi, lungo un sentiero in mezzo al bosco, alternando una corsa per potenziare i muscoli delle gambe a una passeggiata veloce. Si partirà dalla base della montagna, che si trova proprio di fronte al ritiro della Lazio. I giocatori, che già da ieri parlano tra di loro dell'esperimento atletico, avranno probabilmente un equipaggiamento adatto alla scalata. Scarpe da ginnastica - quasi da trekking - e magari qualche paio di racchette al seguito in caso di bisogno per i passaggi più ripidi. A metà strada ci sarà un primo stop per verificare in quali condizioni è il gruppo. Se sarà possibile, allora, si andrà avanti fino a su, fino al rifugio di Malon che domina tutta la valle. Lì si farà 'rifornimento': acqua e qualcosa da mettere sotto i denti per riprendere le forze (la scalata sarà di pomeriggio e allora sarà una merenda sostanziosa).

Petkovic e il preparatore atletico Rongoni saranno assieme ai ragazzi. Parte dello staff, invece, dovrebbe andare in seggiovia. Di sicuro la prenderà il falconiere Juan per portare sulla vetta l'aquila Olympia. L'idea è di farla volare davanti alle tre cime di Lavaredo, ma bisognerà conoscere sul posto le condizioni dei cieli per liberarla. Proprio tra queste montagne, infatti, vivono altre due aquile reali selvatiche che proteggono il proprio territorio e non devono venire a contatto con Olympia che da tempo non è più in cattività. In discesa sarà tutto più facile. I giocatori prenderanno la seggiovia dal rifugio fino a valle. O meglio, non proprio a valle. I ragazzi si fermeranno a metà strada e l'ultimo tratto, invece, lo percorreranno sul fan-bob: una monorotaia su cui monteranno i calciatori che scenderanno a 45 km orari.

Tutto rientra nella filosofia di Petkovic: miscelare il lavoro fisico al divertimento che sul campo si traduce in esercizi con il pallone e sul Monte Agudo vuol dire fan-bob. La scalata è solo l'ultima novità della Lazio. Anche ieri, infatti, è andata in scena l'ormai nota corsa all'alba (ore 7.30) e a stomaco vuoto intorno al lago. Poi in mattinata prima sessione vera con riscaldamento, torello e qualche esercizio tecnico. Petkovic cura molto la fase di possesso e non possesso palla con particolare attenzione ai centrocampisti. Nel pomeriggio stessa logica ma con più intensità. Il tecnico ha diviso in quattro squadre il gruppo. Le minipartite hanno esaltato il pubblico.

(Il Tempo)