La corsa della Lazio continua e l’Europa sembra sempre più vicina. Ancora non possiamo dire quale, se quella dei grandi o l’Europa League ma a prescindere da questo la squadra di Pioli ha dimostrato ancora una volta - ancorché ce ne fosse bisogno - di essere una delle candidate principali a giocare in una competizione continentale l’anno prossimo. Non c’è ancora la certezza, ma non è un caso che questa compagine riesca a trovare le forze per riprendere una partita che sembrava essersi rovinata da sola contro una delle squadre più in forma del campionato. Il Palermo ha giocato bene, nel primo tempo ha creato occasioni da gol e dato fastidio ai biancocelesti ma senza mai dare la sensazione che potesse allungare il vantaggio regalato da Mauricio. Uno schiaffo che non ha fatto male alla Lazio che nel secondo tempo è entrata in campo con la voglia di vincere, con una determinazione da grande che l’ha portata poi a fare bottino pieno. Il cambio di mentalità c’è stato, manca ancora qualcosa che può e deve essere modificato affinché tutto possa girare al meglio: serve concentrazione per 90’ e serve non sentirsi mai appagati. Questi sono i limiti di questa squadra, lo dimostra la sconfitta di Cesena seguita da quella con il Genoa che fanno il paio con quella di Empoli o i pareggi contro le due di Verona. Certo è, che se la Lazio non avesse limiti, di squadra e strutturali, competerebbe per lo scudetto. Se si continuerà a correre su questo binario però Mauri e compagni potranno dire la loro, la parola d’ordine ora è continuità. Dovrà essere bravo il tecnico, intelligente l’ambiente e sarà necessario far togliere tutti gli specchi nel centro sportivo di Formello perché sentirsi forti e vedersi belli fa male. Tre facili regole: piedi a terra, avere sempre la stessa fame e non gongolare.