Quello di domenica per il Torino sarà il primo derby del post Sinisa Mihajlovic. L'assenza dell'allenatore serbo, che è stato esonerato lo scorso 4 gennaio proprio all'indomani di una partita persa contro la Juventus, sembra destinata a farsi sentire: non tanto per quello che accadrà in campo, quanto per il clamore suscitato nell'ultimo anno e mezzo con le sue dichiarazioni, le arrabbiature e alcuni eccessi.

GLI SHOW IN SALA STAMPA - Sinisa Mihajlovic di certo non è un uomo banale, lo ha dimostrato anche lo scorso anno quando, alla vigilia del suo primo derby da allenatore del Torino si presentò il conferenza stampa accompagnato dal capitano della squadra, Marco Benassi, da un magazziniere, da uno storico tifoso e dal figlio del compianto Giorgio Ferrini. Il messaggio mandato quel giorno fu chiaro: la Juventus non si sarebbe trovata di fronte solamente una squadra di calcio, ma un intero popolo. A proposito di popolo, ha fatto tanto discutere la frase pronunciata lo scorso settembre prima del derby d'andata: “Questa è una sfida tra popolo e padrone, tra passione e ragione, tra colore e bianconero. Non credo che in nessun altro derby ci sia questa differenza di DNA e storia tra le due squadre”. 

LE ARRABBIATURE - Sinisa Mihajlovic verrà ricordato anche per le sue arrabbiature nei derby: due dei quattro disputati da allenatore del Torino non li ha terminati in panchina. Lo scorso anno fu  allontanato dall'arbitro Valeri per le veementi proteste dopo l'espulsione di Acquah (nel post partita, parlando di quell'episodio, ebbe anche una discussione in diretta TV con l'ex attaccante bianconero Gianluca Vialli), nell'ultimo derby è stata invece la decisione di Doveri di convalidare il gol di Mandzukic a far perdere le staffe al tecnico. Va però anche ricordato che a far infuriare spesso Mihajlovic sono stati anche i cori razzisti dei tifosi bianconeri nei suoi confronti: una brutta abitudine di una cospicua parte dei sostenitori della Juventus che ha caratterizzato tutte le ultime stracittadine giocate allo Stadium.