Campione del mondo in campo, campione d'umiltà nella vita. Victor Valdes ha annunciato il ritiro a modo suo, con una foto di una strada e poche parole, quelle che bastano, sul suo profilo Twitter. "Grazie di tutto" ha scritto il 35enne, prima di cancellare i suoi profili social, come promesso nel 2015 in un'intervista alla televisione colombiana RCN: "Spero che quando la luce si spegnerà, sarà difficile trovarmi". Detto, fatto! Una decisione arrivata dopo il periodo difficile in seguito alla rottura del crociato nella sfida contro il Celta Vigo nel marzo 2014: "L’infortunio al ginocchio mi ha fatto tornare alla vita reale, è stata una cura d’umiltà. In Germania ho vissuto in hotel e dovevo prendere il tram tutti i giorni per raggiungere la clinica per la riabilitazione. Grazie al comportamento della gente di Amburgo passavo come uno sconosciuto, cosa che non avveniva a Barcellona. Dopo molti anni ho capito cosa voleva dire pagare un caffè e pagarsi un biglietto, cose che non vivi da calciatore. Noi calciatori viviamo una vita irreale". 

BARCELLONA - Non voleva fare il calciatore, è diventato uno dei migliori portieri del mondo: 571 presenze in carriera, 25 titoli nazionali e internazionali, il record d'imbattibilità della Liga nel 2011. Cresciuto nel cantera del Barcellona, Valdes esordisce nella stagione 2002/03 sotto la guida di van Gaal e conquista una maglia da titolare nella stagione successiva con Frank Rijkaard. Ma è sotto la guida di Pep Guardiola che il classe 1982 riesce a vincere tutto. In totale, in carriera porta a casa tre volte la Champions League e il Mondiale per Club, sei volte la Liga e la Supercoppa di Spagna, tre Coppe del Re, e anche una Supercoppa Europea e una Coppa di Belgio, vinta con la maglia dello Standard Liegi, oltre ai successi con la maglia della Spagna nel Mondiale 2010 e nell'Europeo 2012. Se in azulgrana è il numero uno indiscusso, con la maglia della Spagna veste i panni di eterno secondo, alle spalle del madridista Iker Casillas. Dopo l'infortunio nel 2014, Valdes non riesce più a tornare ad alti livelli: il catalano lascia il Barcellona per tentare nuove esperienze, poco fortunate, con Manchester United, Standard Liegi e di nuovo in Inghilterra al Middlesbrough, l'ultima esperienza della sua carriera sul rettangolo verde di gioco.

VAN GAAL - Nella carriera di Victor Valdes c'è sempre Louis van Gaal. Prima al Barcellona, poi al Manchester United. Al Camp Nou, lo stratega olandese intravede nel giovane canterano il potenziale adatto per indossare i guanti da titolare degli azulgrana e lo fa esordire nel settembre 2002. 10 anni e un infortunio al crociato dopo, van Gaal decide di dargli una nuova opportunità: lo porta con sè al Manchester United per fargli fare la chioccia a De Gea. Il rapporto tra i due non è idilliaco, come dichiara lo stesso tecnico, che lo esclude dalla tournée asiatica: "Valdes non segue la mia filosofia. E quando non segui la mia filosofia, hai solo una strada sul tuo cammino: quella che ti porta lontano da qui". Il catalano rifiuta di giocare con la formazione Under 23 e finisce allo Standard Liegi. "O venivo qui oppure me ne tornavo a casa e chiudevo con il calcio. Questa era la mia unica e ultima opportunità della carriera - ha risposto Valdes ai dubbi del greco Maniatis, che non riusciva a spiegarsi come un campione del mondo fosse finito in Belgio - "Mi allenavo solo ogni giorno! Sai che significa? Qui sono felice perché faccio parte di uno spogliatoio. Per me questa è la miglior squadra del mondo". Nonostante l'addio forzato ai Red Devils a causa di van Gaal, lo spagnolo ha sempre apprezzato l'olandese: "Mi diede la possibilità di debuttare nel Barcellona, mi riprese quando non avevo una squadra e mi propose di recuperarmi dagli acciacchi al ginocchio. Gli sarò per sempre grato".

FUORI DAL CAMPO - Portiere e tanto altro. Valdes non ci metterà molto a trovare qualcosa da fare dopo il ritiro dai campi da gioco. Il 35enne ha già dimostrato di essere una forza della natura anche al di fuori del calcio. Grande studioso e amante della cultura fin dai tempi della scuola, ha scritto un libro, intitolato 'Metodo V', in cui si prefigge l'obiettivo di aiutare il lettore a gestire e neutralizzare la pressione attraverso un metodo tutto suo, e ha realizzato un'app d'incontri, "Hola", sviluppata in collaborazione con l'Università di Barcellona. Ora, lontano dal campo di gioco e dalle luci dei riflettori e con molto più tempo a disposizione, quale sarà la sua prossima 'invenzione'?