A Roma va in scena il torneo amatoriale 'Nova Fifa Cup'. Il richiamo è di grido, alla presenza di 'Lonewolf', Mattia Guarracino, 6 volte campione d'Italia di Fifa, viene testato nel giorno dell'uscita l'attesissimo videogame targato EA Sports, Fifa 18. Al centro commerciale Anagnina, periferia sud di Roma, la parte aggregante del mondo solitario del joypad si fa viva318 partecipanti si sono sfidati a colpi di tattiche e sostituzioni veloci, tattiche ed esultanze. Torneo a coppie, sotto gli occhi di Mattia, tesserato Sampdoria e collaboratore di Calciomercato.com con la sua rubrica 'La Fifa del Lupo', che spesso rappresenta l'Italia in giro per il mondo: prossimo appuntamento all'Estadio Ciutat de València, tana del Levante. La fila per iscriversi al torneo è lunga ma non scoraggia gli appassionati di gaming: ne approfittano spesso, ancora vince l'aggregazione, per farsi un selfie con Mattia. Lo salutano, come se fosse un amico con cui spesso giocano insieme. Ma lo guardano come si guarda una specie di padre Pellegrino, il portabandiera di un movimento in forte ascesa, quello del giocatore che diventa professionista. Intorno all'area delimitata dove gli appassionati si affrontano, qualche curioso,  e il pubblico variopinto di chi aspetta di giocare, di chi è stato sconfitto ma comunque si sente parte di una comunità. I tornei amatoriali hanno il fascino vintage delle partite di strada, si mischiano adulti e bambini, squadre improvvisate: un ragazzino ridacchia in faccia agli avversari, a fianco del sorriso sghembo del papà, che ha appena segnato. La risposta, glaciale, negli occhi degli sconfitti è iconica di una sensazione forte. Non è solo una questione di 4 minuti, la durata dei match. Non si fa in tempo ad aggiornare il tabellone, che arriva un'altra esultanza un'altra squadra che passa il turno. Dicono sia un gioco. Eppure dicono sia solo divertimento. Estremamente solitario, eppure aggregante come l'esultanza e l'abbraccio, il 5 battuto veloce e concentrato. E l'impatto resta: dicono sia solo un gioco, intanto intorno alle console gli spettatori crescono, si appassionano, consolano gli sconfitti: "Non te lo meritavi". A 'Lonewolf' il nuovo Fifa piace. Qualcuno gli dice, con gli occhi di chi passerà dalle parole ai fatti: "Servirebbero almeno 100 ore per scoprire quanto sia effettivamente un grande gioco". Intorno a lui, veloci polpastrelli scorrono sopra i tasti, narrativa ipermoderna di un gioco molto più antico, quello del calcio. Le squadre più scelte? Juventus, Real Madrid, qualcuno azzarda l'Atletico di Simeone. "Abbiamo perso per un pizzico di sfortuna di troppo, potevamo batterli", quasi a giustificarsi, mormora una coppia di giocatori, battuti sonoramente da avversari di almeno 15 anni più giovani. C'è anche chi neppure si 'sporca le mani': l'attesa è lunga, qualcuno abbandona prima la tenzone, preso da altri impegni, additando a mo' di giustificazione lo sciopero dei mezzi che rallenta la vita cittadina. Qualcun altro, per lo stesso motivo, arriva in super ritardo: "Possiamo partecipare, vi prego, veniamo dall'altra parte della città". Ovviamente sì, sono gli ultimi iscritti, dovranno aspettare per giocare, ma esultano come se avessero già passato il turno. E dicono sia un gioco...