Non era un debutto facile quello dello Zenit di Roberto Mancini, è però andato bene: 2-0 con le reti di Kuzayev (52') e Kokorin (81'), in trasferta contro la SKA, a Khabarovsk, al confine con la Cina, 9 ore e 7 fusi orari da San Pietroburgo. Mancini è il secondo tecnico italiano della storia dello Zenit, ed è chiamato a centrare la stessa impresa del suo predecessore, Luciano Spalletti, che vinse lo scudetto russo al primo tentativo: per riuscirci ha avuto rinforzi importanti, come il regista ex Roma Leandro Paredes - sembrava dovesse arrivare con lui anche il greco Manolas, che ha cambiato idea all'ultimo - e Sebastian Driussi, attaccante argentino del River Plate. Paredes è partito subito titolare, come l'ex Siena Neto in difesa, e Mimmo Criscito sulla fascia, capitano della squadra, mentre Driussi è subentrato a un quarto d'ora dalla fine. L'avversario più duro, per Roberto Mancini, sarà Massimo Carrera: l'ex difensore della Juventus è campione in carica col suo Spartak Mosca.