Forse Marek Hamsik dopo Napoli-City ha festeggiato, benché gli azzurri abbiano perso. Per lui è stata una serata speciale: Sarri lo ha lasciato in campo per tutta la partita e, in questa stagione, un evento del genere era capitato solo altre due volte. Un dato quasi incredibile se si pensa che lo slovacco, nonostante non stia vivendo la sua annata migliore, è un elemento fondamentale: capitano, trascinatore, a un gol appena da Maradona tra i marcatori del club. Eppure, in 17 incontri ufficiali tra Champions e campionato, è stato sostituito addirittura in 14 circostanze.

Marek Hamsik, nelle 14 partite in cui è uscito anzitempo, non ha mai mandato a quel paese Sarri né i suoi familiari e non ha mai lanciato via i parastinchi o preso a calci una bottiglietta. Un fenomeno? No, un professionista. E un uomo serio: in campo do il sangue, ma sono pagato anche per uscire in silenzio se e quando lo decide chi è deputato a farlo. Nemmeno lui è contento di andare in panchina, ne siamo sicuri. Eppure non abbiamo mai visto non una sceneggiata, ma nemmeno un sussulto.

Quando si dice che è normale che un calciatore s’infuri per una sostituzione, perché nessuno vuole mai uscire, prendete l’esempio di Hamsik e mostratelo: la normalità è - o dovrebbe essere - questa. E mandate a lezione dallo slovacco anche Dybala, che sul piano tecnico è un fenomeno ma ha comportamenti che cominciano a diventare gravi, perché rischiano di minare la serenità di tutta la Juve. Una società che viene portata a esempio in quanto non permette a nessuno di sgarrare. O quasi a nessuno: Dybala l’ha fatto e continua a farlo.

Ma in fondo è normale che Dybala si comporti così, perché quello strano è Hamsik. Già, troppo serio per questo calcio.

@steagresti