Arrivano grandi giocatori, si pensa a un cambio di modulo, cambiano le facce sulle copertine, ma in casa Juve c'è una costante. Una costante col volto sempre scuro, con pochi sorrisi, ma corsa continua e lo spirito di sacrificio che scorre nelle vene. La costante risponde al nome di Mario Mandzukic, da tempo eletto giocatore chiave per poter reggere e interpretare il 4-2-3-1 ed equilibratore, ma, quando serve, anche man of the match.

CI PENSA MARIO - Higuain ha le polveri bagnate, la Fiorentina è chiusa con grande ordine e attenzione e la Juve non sembra trovare nel suo arsenale le armi per risolvere la gara. A spezzare l'equilibrio e togliere le castagne dal fuoco così ci ha dovuto pensare il croato, trovatosi come ormai capita spesso al posto giusto al momento giusto. Per fare quello che serviva terribilmente, in una serata tutt'altro che positiva: il gol.

LEADER - Lo Stadium è da tempo innamorato dell'ex Bayern. Ha conquistato tutti non con i gol, che fino a poco tempo fa erano il suo mestiere, ma con l'ordine tattico, lo spirito di sacrificio, la grinta e i grandi recuperi. Non ha dimenticato, però, come si decidono le partite e quando è servito ci ha messo la testa. Da vero leader. Non più solo silenzioso, ma anche decisivo. Proprio nel momento in cui serviva di più. Ed è sempre più una certezza: in questo momento Allegri non può fare a meno di lui. 

@Edosiddi