Secondo Beppe Marotta, la Juve 2017-18 ha una rosa migliore rispetto a quella del 2016-17: "Penso che questa squadra sia anche più forte di quella dell’anno scorso, abbiamo aumentato la qualità", ha affermato l'ad bianconero nella serata del 3-0 subito contro il Barcellona al Camp Nou. Ovviamente Marotta non può dire altrimenti e, anzi, nel suo ruolo, fa bene a sostenere questa tesi. Noi, invece, ci permettiamo di avere qualche dubbio. E non tanto per la sconfitta di ieri (perché perdere contro i blaugrana ci può stare, così come al Barça capitò di perdere contro la Juve pochi mesi fa, con lo stesso risultato), ma piuttosto per quanto la Juve ha fatto vedere (o meglio, non ha fatto vedere) in tutto questo avvio di stagione (a partire dalla Supercoppa persa contro la Lazio).   

REPARTO PER REPARTO, C'E' PIU' QUALITA'? - Sostenere che la squadra a disposizione di Allegri abbia più qualità rispetto a quella che nella scorsa stagione vinse scudetto e Coppa Italia, raggiungendo la finale di Champions League, significa sostenere che De Sciglio abbia più qualità di Dani Alves, o che Howedes (assente ieri sera) ne abbia più di Bonucci, soprattutto in fase di impostazione della manovra.

Passando al centrocampo, la Juve ha aggiunto freschezza e belle speranze con Bentancur, e corsa e dinamismo con Matuidi, ma non si può dire che abbia aggiunto qualità a un centrocampo in cui manca ancora un regista (ancor più necessario dopo l'uscita di Bonucci).

L'attacco è forse l'unico reparto nel quale possiamo dare parzialmente ragione a Marotta: Bernardeschi e Douglas Costa hanno sicuramente aggiunto qualità, ma il primo deve fare ancora molta esperienza (ieri ha esordito in Champions), mentre il secondo, come ha detto Allegri sabato dopo il match con il Chievo, deve ancora "capire il nostro calcio". E poi, non dimentichiamocelo, non è stato acquistato un cambio (Schick? Keita?) per un Higuain che in Europa, ad alti livelli, fatica terribilmente a dare quella caratteristica così tanto evocata da Marotta (e da Allegri): la qualità.

Se a tutto questo aggiungiamo che il blocco storico (Buffon, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner, Marchisio) ha un anno (e qualche acciacco) in più, con conseguente diminuzione (anche qui) della qualità di gioco, il quadro non può essere quello roseo descritto da Marotta. Tocca ad Allegri (come nella scorsa stagione con il 4-2-3-1) inventarsi qualcosa.