L'amministratore delegato della Juve Giuseppe Marotta ha parlato in Lega dell'impresa dei bianconeri ai danni del Barcellona. Ecco quanto raccolto dal nostro inviato:

SUL PASSAGGIO DEL TURNO - 'Si c'è grande soddisfazione e la consapevolezza di averla meritata questa qualificazione. E' il frutto di una grande cultura del lavoro di tutte le componenti societarie. Quindi soddisfazione in primis per la società, per i giocatori, per i direttori e anche per tutti i nostri tifosi".

SULLE SENSAZIONI PER IL PROSSIMO TURNO - "Sono tutte squadre forti, hanno ognuna pro e contro. La qualificazione è stata giustamente messa in risalto come un'impresa, in verità io credo che non sia ancora niente se non arriviamo sul podio dei vincitori. Ci sono ancora due ostacoli da superare e vogliamo arrivarci da vincitori. Ci sarà uno sforzo importante, abbiamo un mese altrettanto importante per lo scudetto. Anche quello è un obiettivo stagionale molto molto importante, per cui sicuramente è difficile puntare su tutte e tre le cose".

SULLA MENTALITA' INTERNAZIONALE - "Io credo che una forte caratteristica sia una forte acquisizione di una mentalità internazionale. E' cresciuta nella società ma sopratutto nei giocatori, nella loro scelta. Rappresentavano dei profili giusti per questa mentalità, erano dei campioni del Mondo, hanno vinto la Champions in passato. C'è stato così un contagio positivo con i colleghi. Siamo arrivati fin qui con questa caratteristica abbinata ad una qualità di gioco importante".

SUI MERITI DI ALLEGRI - "Io credo siano tanti, la società è stata brava a supportarlo. Lui è stato bravo a plasmare i giocatori fino farli diventare vincenti in questi anni. L'apoteosi è stata la qualificazione di ieri, ritengo anche che in 3 anni con lui abbiamo raggiunto due semifinali, una finale e l'anno scorso sappiamo tutti cosa è successo a Monaco. Nel calcio moderno credo sia importante per un allenatore l'aspetto psicologico, essere un gestore di uomini e in questo è stato molto bravo".

SULLA JUVE FAVORITA -"Si, sono d'accordo con Bonucci. Adesso siamo noi che facciamo paura agli avversari. Una mentalità che era un po' scomparsa dopo il ciclone del 2006, con l'avvento del nuovo ciclo di Andrea Agnelli siamo cresciuti di anno in anno fino ad arrivare oggi ad essere, con orgoglio, fra le prime cinque, sei in Europa".

SUL RINNOVO DI ALLEGRI - "Al di là di un mero aspetto formale, di un contratto che scade nel 2018, che per dirigenti e allenatori conta poco, io credo che l'aspetto più importante sia il rapporto con Allegri stia giovando a tutti. E' un ciclo iniziato bene, che sta continuando bene, e non vediamo screzi tali da poter pensare di interrompere questo matrimonio che sta dando felicità a tutti. Quando due realtà si trovano di comune accordo, mi sembra secondario il problema di proseguire".

SU DYBALA - "Dybala è un campione senza dubbio ma i meriti vanno a tutti i giocatori della rosa, anche a chi ha giocato poco in questa Champions. Dybala è un giovane che è diventato un realtà, questo ci fa orgogliosi della scelta che abbiamo fatto, che era stata anche criticata per la tempestività con la quale avevamo raggiunto l'accordo.Abbiamo sborsato una cifra importante, ma sapevamo di aver fatto scelta giusta".