Nuvole dense e minacciose sopra Torino, ma non si tratta di un bollettino meteo: è la situazione del club granata, sconfitto in casa dalla Fiorentina nella domenica pomeriggio. Un ko che fornisce una sentenza abbastanza netta: è il quarto consecutivo in campionato, la crisi per Walter Mazzarri è ufficialmente aperta.

NUMERI IMPIETOSI - Subentrato a Sinisa Mihajlovic a gennaio dopo la pesante sconfitta nel derby di Coppa Italia, Mazzarri aveva avuto un buon impatto sul cammino del Torino: tris all'esordio con il Bologna e altre due vittorie con Benevento e Udinese, intervallate dai pareggi con Sassuolo e Sampdoria. Risultati che avevano ricaricato l'ambiente e rilanciato le ambizioni europee della società, prima della nuova mazzata: ancora la Juventus, capace di vincere il derby di campionato in casa del Toro. Il ko contro Allegri è stato il punto di rottura, da lì i granata sono entrati in un tunnel: la disfatta di Verona, il pesante ko di Roma e, ultimo, quello interno con la Fiorentina che ha scatenato l'ira dei tifosi. 0 punti che fanno precipitare i granata a -16 dalla zona Europa League e che certificano le difficoltà della gestione Mazzarri: ora la media punti è di 1,22 a partita, più bassa di quella avuta da Mihajlovic sulla panchina del Toro (1,37). Come spiegare il crollo? Mazzarri si appella proprio alla situazione ereditata dal collega: "Problemi fisici? Chiedete ai dottori in quali condizioni ci siamo trovati da quando siamo arrivati (...) Sono qui da un po' di gare e comincio ad avere le idee più chiare. Se si cambia tecnico, qualcosa che non va c'è". Calma piatta, questa l'accusa principale al Torino, che al di là delle sconfitte nelle ultime quattro partite ha dimostrato di faticare nel produrre trame di gioco efficaci: due soli gol segnati, l'ultimo contro la Fiorentina dopo l'ingresso di Ljajic, escluso nelle prime uscite da Mazzarri e ora rispolverato per provare a dare verve alla squadra: "Il tentativo di dare la sterzata c'è, ma se non ci si riesce bisogna comunque continuare così. Non conosco altre strade, ho fatto lo stesso a Napoli e ad Acireale. Serve tempo e pazienza".

STAGIONE FINITA - Tempo e pazienza, quelle cose che per i tifosi del Torino sono ormai finiti: "Vergognatevi", "Meritateci", sono solo alcuni dei cori scanditi dall'inizio alla fine della partita contro la Fiorentina, accompagnati da sonori fischi per i granata. Pazienza, quella però che il presidente Urbano Cairo non ha perso, almeno nei confronti del proprio tecnico: un lungo vertice al termine del match, nel quale le parti hanno analizzato la situazione e iniziato a programmare il futuro. A dieci giornate dalla fine infatti, la stagione dei granata sembra già essersi conclusa, almeno nelle ambizioni. La zona Europa League dista ora 16 punti e le parole di Cairo lasciano pochi dubbi interpretativi: "Con Mazzarri abbiamo dieci partite dove valutiamo la rosa, i giocatori che hanno voglia di rimanere si impegneranno talmente tanto che cercheranno la conferma. L'Europa League era un obiettivo di Mihajlovic, quando cambi allenatori cambiano anche gli obiettivi. Ora non parlerei di Europa League". Sulla stessa linea le dichiarazioni del tecnico: "Con me non si molla mai. Se qualcuno non mi segue, lo vedrete fuori rosa. Capisco che può succedere di non riuscire a farsi capire senza obiettivi impellenti. La conferma penso interessi, quindi bisogna che me lo facciano vedere. Se vedo impegno, ok. Altrimenti cominceremo già quest'anno a fare selezioni". L'entusiasmo estivo, gli investimenti e le ambizioni europee sono ormai solo un lontano ricordo: un'altra stagione anonima, il Torino comincia già a programmare la prossima