Prima o poi doveva succedere, ma così fa davvero male. A Roma si può perdere sia chiaro, ma non si può e non si deve essere umiliati come è stato oggi. La Lazio ci è stata superiore in tutto, tatticamente e mentalmente. L'errore principale è stato quindi certamente di Montella che, come già dimostrato nella passata stagione, a volte pecca di presunzione in trasferte delicate, dove inseguendo l’ossessione per un calcio propositivo concede spesso il fianco a contropiedi letali. Un difetto questo su cui sicuramente l'allenatore potrà lavorare, cosa molto più difficile sarà però modificare l'atteggiamento presuntuoso di alcuni giocatori, su tutti quello di Bonucci, capitan Bonucci. Se gli errori tecnici o di posizionamento possono essere perdonati, anche perché preventivabili vista la carriera di un giocatore soggetto a volte a errori macroscopici, quelli comportamentali ASSOLUTAMENTE NO.

Bonucci si deve ricordare che oggi lui porta la fascia che fu di Baresi e Maldini, non solo quindi di grandi campioni, ma di veri e propri esempi in campo. Lamentarsi con i compagni a ogni errore, compreso i suoi, o fare la paternale a Immobile perché l'ha scherzato per 90 minuti saltandolo come un birillo (forse sarebbe meglio dire cinesino in questo caso), non è il modo per dimostrare carisma e soprattutto credibilità all'interno di un gruppo. Quando Montella parla di costruzione di SQUADRA intende certamente anche questo. Una costruzione che, però, non si fa con i titoli di giornale o gli hashtag acchiappa follower di qualche collega compiacente, questo crea solo illusioni per i tifosi che purtroppo la squadra ha dimostrato di assorbire e fare proprie. Speriamo che questa sconfitta porterà tutti a un bagno di umiltà, dentro e fuori dal campo.