Solo Bonucci poteva riuscire nell'impresa di farci spaventare, seppur per pochi minuti, dall'Austria Vienna, una squadra che probabilmente lotterebbe per non retrocedere nella nostra Serie B. Un errore DI Bonucci DA Bonucci. Piaccia o no ma in quel gesto tecnico, banale anche per lui, c'è tutto il Bonucci che conosciamo, perlomeno al Milan; superficiale, presuntuoso e di conseguenza mai un esempio per i compagni. La supponenza con cui si è approcciato su quel pallone è la stessa con cui si è presentato al Milan. Se dopo 3 mesi ancora siamo al punto di partenza evidentemente il problema non è stato risolto e, temo, nemmeno affrontato.

Se a tutto questo aggiungiamo il suo stato da leader del gruppo, per contratto e non per volontà dei compagni, ecco che la situazione difficilmente sarà correggibile. Da qui fino a domenica però ciò di cui si parlerà non sarà questo, bensì l'attenzione sarà spostata davanti, in particolare su André Silva. Quelli che casualmente non hanno suonato per rispondere al New York Times o al presidente UEFA, si impegneranno per convincere Montella a schierare l'assistito di Jorge Mendes nella partita col Toro. Speriamo che al termine della partita non siano invece costretti a guardare in faccia la realtà, ricordando che proprio per aver buttato i soldi per André Silva il Milan non ha potuto prendere un attaccante vero, uno come Belotti