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Dopo il comunicato di Fininvest, è stato il turno della Sino Europe Sports Investment di diffondere una nota sugli ultimi rumors provenienti dalla Cina: "In merito alle incessanti speculazioni da parte dei media – inclusa quella odierna, diffusa dal quotidiano cinese Caixin, che sostiene che durante le negoziazioni, Fininvest avrebbe ricevuto false garanzie finanziarie e falsi documenti a supporto – Sino Europe Sports dichiara fermamente che ogni speculazione a riguardo è infondata e che sta valutando di avviare le opportune azioni legali. Come più volte già dichiarato da Fininvest, Sino Europe Sports si è attenuta debitamente e puntualmente agli obblighi finanziari nei confronti di Fininvest, in conformità con l’accordo siglato il 5 agosto. Le parti stanno lavorando attivamente per finalizzare il closing, come previsto nello stesso accordo".

18.15 E' arrivata, tramite un comunicato, la smentita di Fininvest sulle nuove indiscrezioni del settimanale cinese Caixing sul presunto documentario bancario falso presentato l'aprile scorso dalla Sino Europe Sports Investment:



13.50 Più si avvicina il periodo che sancirà il closing della trattativa (i più ottimisti fanno riferimento alla seconda settimana di novembre) e più si rincorrono indiscrezioni e rumors che alimentano i dubbi sulla cessione del Milan al consorzio cinese Sino Europe Sports Investment, rappresentato dall'uomo d'affari Yonghong Li. Dopo il botta e risposta con la testata statunitense Bloomberg, che aveva raccontato di un documento bancario falso presentato a Fininvest nella parte iniziale delle contrattazioni e la dura replica della Sino Europe (con tanto di minaccia di querela), oggi sono i giornalisti cinesi di Caixin a rincarare la dose.

ALTRO DOCUMENTO FALSO - Trattasi di un mezzo di informazione tra i più prestigiosi in Cina e, secondo quanto appreso dal collega Lui Huiling, la cordata che sta completando l'acquisto del Milan e che ha già versato una caparra di 100 milioni di euro avrebbe presentato nello scorso mese di aprile un altro documento falso, questa volta col timbro della Bank of Dongguan. Documenti che sarebbero serviti per certificare nei confronti di Fininvest la solidità del gruppo, ma dal citato istituto di credito sono giunte immediate smentite sull'aver prodotto tale documento per la Sino Europe. E anche sul fronte italiano non arrivano notizie rassicuranti sulle credenziali e la solidità della cordata cinese.

IL PRECEDENTE DI THOHIR - Nel suo blog su Il Sole 24 Ore, Carlo Festa riferisce che i soggetti attualmente coinvolti nell'affare (oltre a Sino Europe, il fondo semistatale Haixia e Yongda Group) non avrebbero la disponibilità economica per versare i 400 milioni di euro restanti per l'acquisto del club rossonero e per poter successivamente investire sul consolidamento del Milan mettendo i famosi 350 milioni annunciati da Berlusconi (e riportati nei vari comunicati), oltre a rilevare i 200 milioni di debito con le banche italiane. Ecco perchè il progetto dei nuovi possibili proprietari del Milan potrebbe rifarsi molto alla strategia adottata da Erick Thohir per rilevare le quote di Massimo Moratti all'Inter, ossia farsi aiutare da alcuni istituti di credito cinesi per completare l'acquisto della società. Nel momento in cui altri gruppi imprenditoriali si facessero avanti, le banche gradualmente si defilerebbero e una delle prospettive non escluse da Carlo Festa è che, oltre alla quotazione del club di via Aldo Rossi alla Borsa di Hong  Kong, in un futuro prossimo il Milan potrebbe essere ceduto ad un gruppo più solido, come è avvenuto esattamente con l'Inter e Suning.