L'umiliazione è l'ultimo regalo ai milanisti che la coppia Fassone e Mirabelli hanno fatto in una stagione drammatica, deprimente e purtroppo ancora molto lunga. 230 milioni non solo per non vincere nulla, ma anche per farci prendere...in giro...da tutta Italia. Per bruciare anche una bandiera come Rino che non può e non potrà mai avere colpe, ma che purtroppo potrebbe pagarne le conseguenze nella sua carriera. E ci risparmino almeno le puerili e ridicole scuse dell'arbitro o ancor peggio della sfortuna. Lasciamo ai ventriloqui societari questi alibi da perdenti.

Quando sbagli TUTTO in fase di mercato, quando non hai la ben che minima idea di come si gestisce un club, quando non hai una proprietà, quando delegittimi il tuo allenatore dopo 4 partite e quando la tua unica preoccupazione è fare il ruffiano con i tifosi tramite 4 video sui social, ti meriti di pareggiare a Benevento. Perché il calcio premia chi sa fare il proprio lavoro e non i dilettanti allo sbaraglio. Ora se veramente c'è un presidente, chiunque egli sia, è il momento che si palesi e si comporti come tale. Non avrebbe granché senso cambiare il management adesso che la stagione è già morta e sopolta, ma se si vuole ricostruire a fine anno bisogna iniziare già oggi a scegliere la nuova società. L'inter ha svoltato quando si è affidata a Sabatini (a quando si è liberata dei nostri), perché non possiamo fare lo stesso?