Grazie allo show autocelebrativo per la fine del mercato, con tanto di locandina da film western, oggi sappiamo con certezza a quanto corrisponde l’ammontare dell’investimento fatto da Fassone e Mirabelli negli ultimi mesi. Oltre 230 milioni investiti, 12 milioni in commissioni e un monte ingaggi intorno ai 120 milioni.

Numeri che, come ho sempre detto, non permettono più a questo Milan di nascondersi dietro il semplice obiettivo di arrivare in Champions. Giusto per essere ancor più chiari, nell'ultima stagione il Napoli aveva un monte ingaggi intorno agli 80 milioni, e oggi quella stessa squadra viene giustamente definita da tutti l’anti Juve, persino per alcuni la favorita. Per tutti questi motivi oggi il Milan non può che avere il dovere quantomeno di giocarsi lo scudetto fino all'ultima giornata. Tutto questo senza però, evitare di tenere i piedi ben saldi a terra.

Ricordo infatti che anche nel ‘97 il Milan fece una campagna acquisti sontuosa sulla carta (Ba, Bogarde, Cruz, Kluivert, Ziege, ecc…) per poi concludere la stagione addirittura all'11º posto. Non sarà questo il caso, ma può essere comunque un avviso ai naviganti, perché non basta strapagare i cartellini per avere davvero una grande squadra.

Ora però inizia un'altra fase importante per Fassone, ovvero quella di racimolare sponsor in oriente in grado di coprire tutte le spese e gli investimenti di qui sopra. Noto che ha già fatto sapere di aver programmato un viaggio ad ottobre proprio in Cina. Curioso però, che proprio in quel mese (il 18 ottobre) sia prevista la riunione del Congresso del Partito Comunista che deciderà se allentare le restrizioni sugli investimenti all'estero in diversi settori, tra cui quello sportivo, da parte degli investitori cinesi. Ovviamente la “stampa amica”, la stessa che ci ha detto che erano arrivati i cinesi, oggi sottolinei come sia di Elliott, quindi americano e quindi lontano da ogni tipo di problema. Speriamo tutti che sia così, lo spera anche la UEFA, che sempre ad ottobre aspetta di sapere come farà il Milan a giustificare tutti i milioni spesi in estate.