Il Milan ha ricominciato a correre, i numeri lo dimostrano, ma alla ritrovata brillantezza atletica va ora abbinata una continuità di risultati determinante per scalare la classifica e riavvicinarsi alle posizioni che valgono l'accesso in Europa anche nella prossima stagione. Dopo due mesi alla guida dei rossoneri, iniziano a vedersi i frutti del lavoro di Gennaro Gattuso, capace di trasformare una squadra che sotto la gestione Montella occupava la penultima posizione per chilometri percorsi in campo e che, dopo il match prima della sosta contro il Crotone, era già risalita al quinto posto con 114,005 km, dietro a Inter, Fiorentina, Bologna e Chievo. Con l'Aeroplanino, il Milan non ha mai superato i 112 km e, dato ancora più rilevante, le distanze in campo erano molto più ampie, con picchi di 42 metri tra i reparti, a fronte dei 30-33 di media con Gattuso.

ORA PARLI IL MERCATO - Un Milan più tonico dunque, un Milan più ordinato, che però deve cominciare a "correre" soprattutto a livello di risultati, anche per rivalutare una campagna acquisti estiva da 230 milioni di euro che per il momento non ha pagato affatto. Ed è proprio ad alcuni dei calciatori più reclamizzati dei mesi scorsi e più centrali nel nuovo progetto che l'allenatore rossonero si affida per ripartire al meglio dopo la sosta e rompere il tabù trasferta (il Milan non vince lontano da San Siro dal 5 novembre scorso). Per la prima volta dal 22 ottobre a questa parte, ovvero dal match contro il Genoa, Gattuso manderà contemporaneamente in campo Bonucci, Biglia e Kalinic, costati complessivamente 87 milioni di euro e acquistati teoricamente per rappresentare l'asse centrale di una squadra che aveva iniziato la stagione con ben altre ambizioni rispetto all'attuale situazione di classifica.