Ci siamo. Il giorno della verità sulla cessione del Milan è arrivato. Il 2 dicembre era la data indicata per la prima convocazione dei soci, secondo il comunicato ufficiale diramato il 14 novembre dalla società rossonera. Le ultime indiscrezioni raccontano dello slittamento, di un mese, del closing a causa delle difficoltà incontrate nel trasferimento dei capitali dalla Cina all'Italia. La Sino-Europe Sports sta cercando in tutti i modi di accelerare le operazioni ma difficilmente riuscirà in tempo per il prossimo 13 dicembre. Nessun allarmismo, sia da parte di Fininvest che dei cinesi regna grande ottimismo per il buon esito dell'operazione.

ECCO LA LISTA - Marco Fassone parlerà con Fininvest e potrà dare i nomi dei quattro investitori. Già in giornata, o al massimo lunedì, verrà svelata la lista completa che sarà composta da  Li Yonghong,presidente di Sino-Europe Sports Investment Management Changxing, Haixia Capital, società controllata dallo stato che si occupa di investimenti nelle infrastrutture nell'area del Fujian, e due novità. Non dovrebbero farne parte Huarong, Tcl, China Construction Bank e le altre istituzioni che in estate hanno firmato le lettere di interesse per il club rossonero. Un segnale forte, di garanzia nel caso non si riesca  a rispettare i termini prestabiliti. Nonostante il massimo sforzo profuso, lo scenario più concreto prevede una proroga fino a febbraio, a mercato invernale concluso. La nuova cordata è disponibile a versare una nuova caparra che dovrebbe aggirarsi sui 100 milioni di euro, ma è una stima ancora ufficiosa. 

LE RIPERCUSSIONI SUL MERCATO-  Inevitabilmente lo slittamento del closing condizionerà il mercato invernale che si preannuncia di tono minore. La volontà di Sino-Europe Sports è quella di arrivare a profili di caratura internazionale, una visione diametralmente opposta rispetto a quella di Berlusconi che vorrebbe un Milan giovane e italiano. Probabilmente sarà un discorso rimandato al prossimo giugno, con la definitiva acquisizione del 99,93% delle quote del club rossonero. Ad avere le redini della situazione a gennaio sarà ancora, quindi,  l'attuale amministratore delegato Adriano Galliani ma qualsiasi tipo di operazione dovrà essere concordata con la nuova proprietà. Ore febbrili per un passaggio epocale dalla presidenza Berlusconi ad un nuovo gruppo imprenditoriale orientale.