"In campo sembriamo una banda, ci mancano solo gli strumenti e siamo una banda musicale". Con queste parole in conferenza, Gattuso ha scritto l'epitaffio della stagione del Milan, ma soprattutto del mercato sgangherato fatto in estate. La frase di Rino dice tutto e spiega perfettamente quelle che sono le sue motivazioni sull'annata. Gattuso sapeva che avrebbe trovato esattamente queste difficoltà e probabilmente sapeva anche che non avrebbe potuto cambiare una stagione segnata da tempo. Una rosa creata pensando di giocare alla Playstation, comprando figurine ed elargendo ingaggi, come quello di Bonucci, che hanno spaccato in due lo spogliatoio.

Mirabelli si è assunto le responsabilità di tutto questo (e ci mancherebbe altro), ma a parole sono bravi tutti, ora sarebbe il caso di dimostrarlo con i fatti, dimettendosi. Non sto a sottolineare di nuovo che in una società normale sarebbe il presidente a defenestrare un direttore sportivo che prende una squadra al sesto posto, spende 250 mln e riesce a fare peggio. Dato che un presidente ancora non l'abbiamo, toccherebbe a Fassone, ma essendo un suo uomo sarebbe un autogol clamoroso. Lo stesso Mirabelli ricordò a Montella che tutti nel calcio hanno una scadenza, ecco, la sua è passata da un pezzo, sarebbe anche il momento di ricordaglielo.