In attesa che i meccanismi di gioco studiati da Montella vengano mandati a memoria dai suoi giocatori e che cresca l'affiattamento tra i tanti calciatori nuovi arrivati dal mercato, le prime partite ufficiali di questa stagione hanno mostrato come il Milan abbia pensato a un piano B. Un'alternativa molto più concreta e pratica per arrivare rispetto agli schemi tradizionali e che fa riferimento alla voce "calci piazzati". Nessuno in Serie A, ad oggi, ha saputo sfruttare meglio dei rossoneri le situazioni da fermo: 10 gol sui 25 totali messi a segno, tra campionato ed Europa League, sono arrivati sugli sugli sviluppi di calci di punizione e di rigore, ossia il 40%. Il Napoli, primo inseguitore in questa speciale classifica, è a quota 8, l'Inter è ferma a 4, la Juve soltanto a 3.

QUANTI TIRATORI - Il risultato di una scelta precisa sul mercato fatta dalla coppia Fassone-Mirabelli, ossia quella di puntare su diversi giocatori con soluzioni balistiche importanti dalla media-lunga distanza e freddi dal dischetto. Ricardo Rodriguez ha realizzato contro la Spal il primo gol con la maglia del Milan su calcio di rigore, dopo essersi sbloccato su punizione nei preliminari di Europa League contro il Craiova; specialità, quest'ultima, nella quale eccelle anche lo spagnolo Suso, a bersaglio nella seconda giornata di campionato contro il Cagliari. Poi ci sono i rigori, dove i milanisti si sono rivelati infallibili sino a questo momento, con le due trasformazioni su altrettanti tentativi di Kessie contro Crotone e Spal e di Rodriguez nell'ultimo match disputato.

NON PIU' UN PROBLEMA - Una varietà di opzioni importante per Montella, che dagli undici metri sa anche di poter contare sull'attaccante portoghese André Silva, spesso a bersaglio nella passata stagione con la maglia del Porto, e dell'ex laziale Biglia, che insieme a Calhanoglu e Bonaventura sono quasi delle garanzie sulle punizioni. Tanti specialisti sui piazzati che, uniti ai giocatori forti fisicamente o abili nel gioco aereo inseriti nel reparto difensivo (come Musacchio e Bonucci), rendono il Milan ancora più insidioso per i suoi avversari anche sugli sviluppi dei corner, una di quelle situazioni che negli anni passati è stato più motivo di preoccupazione per il club rossonero che una risorsa.