Persino Pazzini e Niang, due giocatori completamente e incomprensibilmente dimenticati da Inzaghi nella prima parte di stagione, hanno sopravanzato Fernando Torres nelle gerarchie del reparto offensivo nelle ultime due domeniche. Nonostante l'allenatore piacentino continui a difendere a parole l'acquisto mediaticamente più importante della campagna acquisti estiva, i fatti lo smentiscono in maniera incontrovertibile, perchè un gol in 10 presenze (di cui 7 da titolare) e troppe prestazioni anonime messe in fila hanno finito per rispedirlo inevitabilmente in panchina, aprendo scenari e interrogativi sul suo futuro prossimo.

15 MILIONI SPESI MALE - Le opportunità non sono mancate all'ex attaccante del Chelsea per smentire chi lo aveva definito un giocatore non più all'altezza di una piazza importante ma, complice la povertà complessiva dell'organico rossonero sotto il profilo qualitativo, ha finito per essere risucchiato a sua volta nella mediocrità generale di una squadra costruita con poche risorse e, se possibile, spese peggio. E' sempre bene ricordare che, a fronte di un prestito gratuito biennale concesso dalla formazione inglese, Torres rischia concretamente di comportare un esborso di circa 15 milioni lordi per le casse del Milan, una cifra che poteva essere spesa tranquillamente per acquistare un paio di validi giovani calciatori che rafforzassero difesa e centrocampo.

MANI LEGATE PER PIPPO - Le voci su un presunto interessamento dello Schalke 04 per il Nino di qualche settimana fa sembrano un lontano ricordo, visto che nel frattempo il club della Ruhr ha ritrovato i gol del camerunese Choupo-Moting e dell'ex rossonero Huntelaar, ma a gennaio è un'ipotesi tutt'altro che azzardata che il Milan torni a discutere del futuro di Torres col Chelsea. Mourinho non è assolutamente intenzionato a riaccogliere in rosa  un giocatore mai preso seriamente in considerazione per il suo progetto e con uno stipendio che la società di Abramovich non ha più voglia di accollarsi. Chi rompe paga e i cocci sono tutti suoi, dice il proverbio: la prospettiva peggiore per Inzaghi è quella di trovarsi nella condizione inevitabile di doversi tenere lo spagnolo almeno fino a giugno e di concedere altre chance allo spagnolo (magari a partire dalla sfida di domenica col Napoli) per non sconfessare del tutto un acquisto voluto fortemente da Berlusconi e Galliani e che, per questo, li inchioda alle rispettive responsabilità.