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  • Kakà negli USA: 'Si avvera un sogno'

    Kakà negli USA: 'Si avvera un sogno'

    Ricardo Kakà ha voluto congedarsi un'ultima volta dai suoi ex tifosi del Milan con un messaggio su Twitter e Facebook: "Lasciare un posto che chiamiamo casa è sempre una decisione difficile. Ma casa non è solo il luogo dove lasciamo il nostro cuore, è anche il luogo che ci portiamo sempre nel cuore. E questo posto, per me, è il AC Milan. Durante questi due momenti, ancora più importante delle vittorie, è stata la maturità che ho guadagnato come giocatore. Questo club mi ha insegnato l'elemento più importante per un giocatore: l'amore e la felicità nello sport. Affetto che provo, e sempre avrò per il club e tutti i tifosi. Un amore simbolizzato da un numero, il 22. In questo momento devo lasciare nuovamente questa casa, e affrontare una nuova sfida. Ma regalo ai miei tifosi la cosa a cui tengo qui di più. Lascio il mio numero, che resterà per sempre e esclusivamente qui al Milan, come segno del rispetto per tutto quello che rappresentate per me. È bello avere una casa. È ancora meglio ricevere l'affetto e il sostegno di ognuno di voi. E conto su di voi in questa nuova tappa. Con affetto e rispetto, Kaká".

    ORLANDO CITY - Ieri è arrivata l'ufficialità del trasferimento di Kakà agli Orlando City: il brasiliano giocherà in prestito al San Paolo in attesa dell'inizio della MLS (campionato americano).
    A Milan Channel il trequartista si era già congedato così dai rossoneri: "Ora andrò in prestito al San Paolo e poi inizierò la mia avventura in America. L'Orlando City è una nuova squadra, con un bel progetto e ha un brasiliano come proprietario. Sono contento di tornare al San Paolo, è una grossa soddisfazione per me".

    PRIME PAROLE IN AMERICA - Alle 16 Kakà (foto profilo Twitter Orlando City) ha parlato in conferenza stampa in occasione della sua presentazione all'Orlando City: "Ho sempre avuto la voglia di giocare in MLS. Abbiamo avuto il primo contatto nel 2012, quando Flavio e Alexandre mi ha detto che avrebbe comprato una squadra americana. Dal 2012 ad oggi abbiamo parlato tanto e siamo molto contenti che questo sogno sia diventato realtà. Grazie a tutti. Ringrazio il Milan, Berlusconi e Galliani. Il Milan è stato un club importantissimo per la mia carriera ma adesso sono molto contento di essere qui e di aprire un nuovo capitolo della mia carriera”.

    Sulla scelta di Orlando: "Ho scelto di giocare qui per varie ragioni. La MLS sta crescendo tanto e voglio mostrare ai tifosi americani che il calcio è bello. Ho visto come stanno supportando la nazionale ai mondiali ma vorrei che gli americani supportino la MLS. La seconda motivazione è che ho un grande rapporto con Flavio anche se due anni fa ho avuto la possibilità di andare a New York. Penso che il progetto di Orlando sia molto interessante e poi c'è Flavio che è un mio caro amico ed è per questo che ho scelto di essere qui".

    Sul suo rapporto con Flavio da Silva, mentore dell'operazione: "Amo Flavio ma siamo entrambi sposati. Lui ha iniziato a parlarmi di questa avventura nel 2012 quando Flavio ha deciso si comprare questa squadra"

    Ancora sulla scelta di Orlando: "Per me è un sogno, ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto giocare in MLS e questo momento è arrivato. E' stata una scelta professionale. L'interesse di venire qui è per cercare di far crescere questa lega e per vincere qui. La famiglia è stata molto felice sulla scelta di venire qui".

    Sulla sua posizione in campo e sui rapporti con l’allenatore: “Ho incontrato il mister a dicembre e abbiamo parlato a lungo su quelli che sono i suoi metodi d’allenamento e su quella che sarebbe stata la mia posizione in campo. Penso che ha fatto un ottimo lavoro con la squadra e speriamo di lavorare bene insieme”.

    Sull'accoglienza a Orlando: "E' stata una sorpresa, non mi aspettavo tutta quella gente all'aeroporto. Sono felice di poter conoscere questa città, è molto bella".

    Phil Rawlins su Kakà: “Penso che Ricardo sarà un ottimo testimonial per il nostro club sia in campo che fuori. Credo che possa essere un uomo importante per il nostro sviluppo”.

    Sui tifosi: “Spero che la gente venga allo stadio a seguirci e speriamo che i tifosi possano crescere, non solo con i tifosi americani ma anche con i tifosi latini e brasiliani. Ma per farlo dovremo vincere”
     
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