"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

C'è chi è arrivato all'improvviso per poi volare in Francia, chi ha seguito le proprie ambizioni trasferendosi in Germania, chi è passato dalla Muppet alla Toho School portandosi dietro il fido scudiero e chi, sin dal suo arrivo a Fujisawa, con il pallone tra i piedi, ha sempre sognato il Brasile, la terra dei campioni. Poi ci sono quelli rimasti sempre fedeli, quelli che avevano in mente solamente il giocare a calcio, quelli che volevano farlo nella squadra del cuore al fianco dell'amico del cuore. Per sempre. Dalla St. Francis, quando uno indossava la 10 e l'altro la 9, alla New Team, quando la 10 è diventata la 8 mentre la 9 è rimasto sempre la 9. Un cammino iniziato alle scuole elementari e terminato con il Giappone delle Generazione d'Oro. Non appariscenti, ma importanti, tra Tom, Benji, Mark, Danny e, infine, Holly. Paul Diamond e Johnny Mason, amici, compagni, praticamente fratelli. Come Manuel Locatelli e Patrick Cutrone...

ROSSONERI SIN DA BAMBINI - Uno la mente, l'altro il braccio. Uno col 10, o all'occorrenza con l'8, l'altro sempre con il 9. Manuel e Patrick, insieme sin dai Pulcini del Milan, arrivati, ora, in Prima Squadra. Il mondo è ancora lontano, Diamond e Mason sono "un gradino sopra", ma intanto una piccolissima fetta d'Europa è stata divorata. Anche grazie all'aiuto dei due classe '98 rossoneri: bomber Cutrone ha preso un palo all'andata, sentenziando il Craiova al ritorno; il metronomo Locatelli si è riposato in terra rumena e ha  disegnato geometrie sul prato di casa, quel San Siro che sognavano di vivere da quando calpestavano, bambini, l'erba del Vismara.

IL CAMMINO- Un cammino insieme, con il passo di Manuel leggermente più veloce di quello di Patrick. Qualche tappa bruciata, la Primavera prima del compagno, così come la Prima Squadra, con quei due gol contro Sassuolo e, soprattutto, Juve che hanno acceso i riflettori sul pupillo di Silvio Berlusconi. Una stagione, quella scorsa, terminata con l'Europa; una stagione, quella nuova, che si è aperta, invece, sotto il segno di Patrick. Suo il primo gol della stagione a Lugano, sua la doppietta che ha steso il Bayern di Ancelotti, suo il gol del 2-0 contro il Craiova sotto la Curva Sud, che cantava a ritmo del suo cuore. Un ritmo acceleratissimo, emozionante, palpitante

CHE LEGAME - Le mani di Locatelli stringono il volto di Cutrone, che urla e guarda lo stadio che gli sta regalando un sogno. Tante volte, è successo, nel corso della loro carriera, di esultare insieme: lo raccontano i tabellini tinti di rossonero, lo raccontano i match con le diverse rappresentative della Nazionale, dove sono sempre stati presenti. E lo raccontano le foto su Instagram, dove il centrocampista insegue spesso l'attaccante per placcarlo, poi, in un abbraccio. Come il 7 febbraio del 2016"Insieme da 7 anni, ti voglio bene fra", oppure il "Da sempre insieme, intesa, fratello" del primo luglio 2014. Fino ad arrivare, infine, alla notte di Europa League, con Cutrone in braccio al compagno, uno con il 73 (7+3=10), l'altro con il 63 (6+3=9). Il calcio è semplice, come le addizioni. Il mercato sembrava destinato a dividerli, ora sono destinati a restare, rimandendo fedeli al loro vecchio hashtag, #SempreInsieme. Già, proprio come Paul Diamond e Johnny Mason...

@AngeTaglieri88