Settimana importante per il Milan, che domenica affronterà l'Inter in un derby fondamentale per la classifica e per la panchina di Vincenzo Montella. Anche di questo ha parlato Alessio Romagnoli, protagonista del Q&A dei rossoneri sul profilo Facebook ufficiale del club: "Spero di ripetere il gol segnato l'anno scorso. Se sono scaramantico? Meglio non dirlo, prima si gioca e poi si parla. Questa è una partita che parla da sola, è un derby importantissimo per noi e siamo consapevoli di questo".

SULLA DIFESA - "Il cambio di modulo? Anche l'anno scorso quando difendevamo a quattro, in fase di possesso eravamo spesso a tre. Quest'anno siamo fissi a tre in fase di possesso e in quattro o cinque in fase di non possesso. Con Musacchio e Bonucci c'è un'ottima intesa. Ho conosciuto Leo già in Nazionale l'anno scorso, il suo valore è assoluto e tutti lo sanno. Mi ha insegnato molto con gli altri nazionali su come giocare a tre. Mi dice di andare avanti, perchè lui si stacca e va in copertura, è un grandissimo campione e si può solo imparare da lui".

SUI PROBLEMI FISICI - "Ho avuto delle difficoltà nella fase finale del campionato scorso, mi sono fatto male proprio al gol nel derby. Ho ritenuto opportuno non operarmi, parlando con tanti specialisti. Ci ho messo un po' a recuperare, però ora mi sento pronto e sto bene. Ora penso di essere al 100 %, ho lavorato due settimane non andando in Nazionale".

RICORDI MILANESI - "Se ho mai visto il Duomo? Non ci sono mai andato, c'è troppa fila. Il ricordo migliore da quando sono qui? La Supercoppa vinta a Doha e il gol nel derby. Il minuto del prossimo gol? Zapata aveva segnato al 97'. Non è importante chi segna o il minuto, ma vincere. Giocare al Milan vuol dire questo, vincere e convincere. Con chi ho legato di più? Josè Mauri, Bertolacci al Milan. Tanti italiani, l'unico straniero è Mauri. Anche con Paletta, che è un bravissimo ragazzo. Lui è uno di quelli che si allena meglio di tutti. Come persona voto 10".

SU ANDRÉ SILVA E SUSO - "Difficile marcare André Silva, così come Kalinic e Cutrone. Chi è il più duro da affrontare? Kalinic e Cutrone non mollano mai. Ad Andrè Silva piace avere la palla tra i piedi e quando la ha ti mette in difficoltà. Suso, invece, è fenomenale veramente, in allenamento ci dà tantissimo filo da torcere. Meglio averlo dalla nostra che contro".

SULL'INTER - "L'Inter è una squadra quadrata. Magari non ha espresso un calcio bellissimo, ma ha vinto, che è quello che conta. Sanno muoversi bene, hanno un buona gestione di palla, Icardi penso che sia uno degli attaccanti più forti del nostro campionato e non solo, Perisic che ha lo spunto in fascia, Joao Mario che si muove bene tra le linee".