Kalinic e Ricardo Rodriguez protagonisti nelle vittorie di Croazia e Svizzera. Io continuo a dire che la campagna acquisti del Milan abbia  inserito nella rosa giocatori di qualità, una base importante per costruire il futuro. Questo però è un argomento ormai trito e ritrito,un argomento che però divide e non unisce la tifoseria. Un tema che invece mi auguro possa trovare l’unanimità di opinioni riguarda la continua interistizzazione della zona intorno alla stadio, che io ho sempre chiamato “San Siro", dal nome di una piccola chiesa situata nella zona ai tempi della costruzione dell’impianto, voluto dal Presidente Rossonero Piero Pirelli. E’ stata l’iniziativa, nel 1980, di un grande giornalista Enrico Crespi, responsabile delle pagine sportive de “La Notte”, antico e glorioso quotidiano del pomeriggio, oggi purtroppo scomparso, a promuovere l’iniziativa di chiamare San Siro con il nome del celebre attaccante nerazzurro Giuseppe Meazza, iniziativa accolta dal sindaco Carlo Tognoli.  Enrico Crespi, sangue nerazzurro nelle vene, autore di splendidi articoli che hanno raccontato le grandi imprese del Milan degli anni ’60 e ’70, sosteneva che Meazza fosse  stato un giocatore milanese, che aveva indossato la maglia dell’Inter, ma anche quella rossonera. 

Certo una realtà, ma abbastanza suggestiva perché con l’Ambrosiana aveva giocato dodici stagioni realizzando 227 reti nelle 315 partite disputate. Insomma un idolo che aveva firmato le imprese di quegli anni. Nel Milan due campionati ,con 9 gol realizzati in 37 partite. Come se Seedorf fosse legato alla storia dell’Inter… Da qualche anno, il Piazzale davanti allo stadio si chiama Angelo Moratti. Nulla da dire sul Presidente che ha firmato grandi pagine dell’epopea interista, ma perché allora non intitolarlo a Andrea Rizzoli, grande figura di imprenditore milanese, luminoso primo dirigente rossonero ,che ha alzato quattro scudetti, una coppa Latina e, dopo una finale persa a Bruxelles, è stato il primo Presidente italiano ad alzare la Coppa dei Campioni? Mah!

Ieri ecco una nuova iniziativa per celebrare ancora una volta la storia dell’Inter. Anche i giardini, davanti a San Siro, avranno il nome di un'altra gloria interista, Helenio Herrera, allenatore argentino, che ha guidato gli uomini di Angelo Moratti nella conquista di  scudetti e coppe. La motivazione: "Precursore del calcio e perfetto interprete della città”. Gianni Brera, nel necrologio a Nereo Rocco, scrisse “Ti sia lieve la terra”. Una terra che si è agitata quando il Paron, giocatore della Nazionale Italiana, grandissimo allenatore, vincitore della prima Coppa dei Campioni, di una Coppa Intercontinentale, di due Coppe delle Coppe, di due scudetti, di una Coppa Italia, ha… saputo di questa iniziativa sempre con le stesse tinte. A sentire lo staff del Sindaco ,qualche tifoso si è rivolto per chiedere spiegazioni, pare che nessuno abbia mai chiesto di intitolare un luogo di Milano a Kilpin, Rizzoli o Rocco. Ebbene ,ora cominci Marco Fassone, che  questa volta  riceverebbe  più consensi  che se acquistasse un top player.