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  • Milanmania: Inzaghi riparte dai buoni propositi. Ma per vincere non basta

    Milanmania: Inzaghi riparte dai buoni propositi. Ma per vincere non basta

    "Si respira già un'altra clima, l'ambiente è tornato compatto e sereno. Vogliamo ricreare il dna vincente del Milan, ricostruire un gruppo in cui le ci siano delle regole e chi non le seguirà non giocherà". Pensieri sparsi, estrapolati dalla conferenza stampa di ieri che ha aperto ufficialmente la stagione 2014/2015 del Milan, affidato a Filippo Inzaghi. Tante parole, tutte pienamente condivisibili e giuste, dopo una serie di stagioni da dimenticare sotto tutti i punti di vista. Ma non basta. Inzaghi ha ripescato concetti cari ai tifosi, come la dedizione alla causa, il rispetto della maglia e la voglia di lottare per un obiettivo comune; avrà il grande vantaggio di poter contare sul pieno sostegno di Galliani, a differenza di Seedorf, ma questo supporto dovrà necessariamente tramutarsi in fatti concreti.

    BALO, BASTA SGARRARE - In primis, il ritorno a quello stile Milan, che non è quello sbandierato davanti a telecamere e micfroni ma quello che si deve tornare ad imporre a Milanello, con una gestione dei calciatori che torni impeccabile e implacabile, soprattutto nei confronti dei più indisciplinati. Certi ammutinamenti o episodi deplorevoli degli ultimi campionati, con uno spogliatoio diventato particolarmente loquace, devono sparire. E per questo, oltre al lavoro di una persona seria come Inzaghi, che da giocatore prima e da allenatore poi ha voluto un essere un esempio di professionalità per chi lo circondava, ci sarà bisogno della collaborazione di tutte le componenti del club. Nel mirino finisce in particolare Mario Balotelli, che dal luogo delle sue vacanze non perde occasione di far discutere col suo utilizzo smodato dei social netwok e il cui recupero (se non si troverà una nuova sistemazione per lui) diventa la vera "mission impossibile" del tecnico piacentino.

    INZAGHI VUOLE RINFORZI - Collaborare con Inzaghi vuol dire anche allestire una rosa più competitiva, cercando di assecondare le sue richieste sul mercato nonostante la situazione economica della società non sia più quella di un tempo. Galliani ha sottolineato una volta di più l'imprescendibilità di alcune cessioni, per snellire il monte ingaggi e fare cassa, e di dover ricorrere a soluzioni fantasiose per rinforzare la squadra. Colpi intelligenti a parametro zero, come Alex e Rami, e gli ingaggi di Agazzi e Albertazzi non possono bastare, evidentemente. A chi gli chiede un pronto ritorno in Champions League, il nuovo allenatore risponde che conta di tornare in Europa, per sognare di più ci vogliono i giocatori giusti per farlo. Un difensore esterno, un centrocampista di qualità e quantità e un attaccante esterno sono i ruoli da coprire al più presto per dare un nuovo impulso. Troppo poco? E' vero, ma con i tempi che corrono sarebbero già più che sufficienti.

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