Il gol di "Pungiglione" Cutrone non ha regalato solo i 3 punti del girone di Europa League. No, forse potrebbe essere ricordato come uno dei gol "storici" di questa nuova gestione . Storici perché sarebbe potuta cambiare il cammino del Milan di Montella, senza la rete di Inzaghino. 

La squadra ha già dimostrato di non essere tranquilla, lo ha confermato lo stesso allenatore milanista, nella conferenza stampa al termine del match. Un pareggio maturato in circostanze così incredibili non avrebbe certo contribuito alla crescita e alla serenità dei giocatori vecchi e nuovi. Il tecnico avrebbe dovuto lavorare con una pressione ancora più pesante, alla vigilia di una partita difficile, avversaria la Roma. L'ombra di un allenatore mai dimenticato dai tifosi del Milan, Carlo Ancelotti esonerato dal Bayern Monaco, avrebbe potuto proiettarsi, prepotente, sull'ambiente, creando ulteriori tensioni a Milanello. 

Il gol della vittoria di Virdis a Verona, epoca di Sacchi, l'autorete dell'1-1  al minuto 90 di Carrera, in Juventus-Milan, epoca di Capello, la rete, anche lì del 3-2, di N'Gotty a Bologna, epoca Zaccheroni, o quella di Pirlo a Verona, epoca Ancelotti, sono state fondamentali per i successivi trionfi di quegli anni lontani. Mi auguro che venga ricordata così anche quella di Cutrone. 

Intanto registriamo, elemento importante, la reazione dei giocatori, dopo il pareggio croato. Una caratteristica dei Montelliani, nella scorsa stagione, caratteristica mai emersa nelle sconfitte di Roma e Genova. Il compito dell'allenatore, però, è quello di capire ora quali siano le cause di questa improvvisa regressione sul piano della convinzione, che si proietta su quello del gioco. Un gioco diventato improvvisamente lento e prevedibile, lontano dagli schemi cari al Milan da sempre. Oggi, dopo qualche fraseggio perimetrale a centrocampo, i rossoneri si affidano al lancio lungo di Bonucci, tagliando fuori le fonti classiche della manovra milanista. Parlo di Biglia, di Bonaventura, di Calhanoglu, dello stesso Suso, giocatori che saltando l'uomo, creano superiorità. 

La difesa, che fino alla partita di Cagliari aveva subito zero gol, ora commette errori soprattutto sul piano individuale. Bonucci ha perso sicurezza, questo pare evidente, coinvolgendo Romagnoli, perfino il fin qui inappuntabile Musacchio, domenica scorsa Zapata. "L'emozione ostacola il ragionamento" diceva Sherlock Holmes, quindi ora serve la serenità che possono dare anche i numeri e le riflessioni. 

Dieci vittorie su dodici partite. Milan in testa al girone di Europa League. Chi lo dava per scontato vista la caratura delle avversarie, ripensi alle clamorose  eliminazioni degli anni scorsi, senza allontanarsi troppo da Milano. Teniamo conto anche delle parole di Marco Fassone, che, tempo fa, ricordava che l'Europa League avrebbe rappresentato una importante esperienza per l'eventuale futura Champions League. I giocatori erano alla sesta partita in tre settimane. A livello mentale più che fisico potrebbe essere un problema per chi non fosse  abituato. Una squadra tranquilla va aiutata, un allenatore, alla ricerca del miglio assetto, va supportato. 

Capisco i nervosismi che possono essere cancellati da un ritorno a un gioco più propositivo e divertente. Critiche giuste ma non prevenzione, figlia di un partito o dell'altro. Chiudo parlando di calcio vero. Lo stop di André Silva a centrocampo è stata essenza di calcio. Il  gol dell'"Etoile" purezza di stile. Avrebbe esaltato il senso del bello di Silvio Berlusconi, che oggi compie gli anni. Auguri, auguri, auguri!