All’andata lo stesso epilogo. L’Inter il suo pari se l’era sudato e guadagnato, così come il Milan stavolta non meritava certo un doppio svantaggio nel primo tempo. Comunque così, diciamocelo, è una doppia libidine.

Restituita la beffa, riaperti i giochi per l’Europa, avanti fino alla fine. Questa la soddisfazione del tifoso. Per quel che riguarda l’opinionista, in tutta sincerità al 90’ (anzi, al 97’) avevamo pronto un pezzo dai toni assai differenti rispetto a come il gol di Zapata abbia mutato le prospettive. Già il fatto che Romagnoli e Zapata abbiano firmato il 2-2 è una stroncatura alla nostra censura: invocavamo i nuovi proprietari affinché gli sforzi di giugno si debbano concentrare su un centrale difensivo, almeno un paio di centrocampisti di qualità e rendimento, un centravanti vero. Sui centrocampisti non cambiamo idea, continuano ad essere la priorità assoluta. Così come l’attaccante. Se nei primi 45’ il Milan era sotto giocando meglio, infatti, si doveva soprattutto agli errori individuali nel reparto arretrato (De Sciglio e un Donnarumma assai poco reattivo su Candreva, andatevi a vedere invece il movimento trotterellato di Zapata sull’azione del 2-0 di Icardi), alla copertura nulla dei mediani sulle ripartenze nerazzurre, agli errori anche madornali negli ultimi tocchi e soprattutto nelle conclusioni. A Deulofeu, di gran lunga con Suso il migliore, bisognerà regalare un collare affinché tenga la testa alta, ricordandosi così di giocare a calcio con altri compagni in squadra e non da solo contro tutti. Il contropiede dell’Inter è stato per 90’ (anzi 97’) più rapido anche se spesso meno preciso, fatto sta che i gol rossoneri sono arrivati da altrettanti calci d’angolo.

La cosa più sorprendente era che il Milan stesse perdendo il derby tenendo in mano il gioco e subendo appunto il contropiede. Difficile prevedere questo andamento del derby, dovuto probabilmente alle inquietudini e alla timidezza della squadra di Pioli al fischio d’inizio. Dopo di che nella ripresa il doppio vantaggio ha dato ai nerazzurri fame e rabbia sufficienti per controllare la reazione milanista, replicando con altre controffensive rapide. Nell’articolo pronto allo scadere dei minuti regolamentari, ci chiedevamo quale motivo avesse indotto Montella a tardare così i cambi per ribaltare la faccia della partita, oltre a sollevare perplessità sul così raro concedersi a Lapadula a fianco di Bacca visto che in qualche frangente è capitato che in due almeno ne facessero uno. Un finale così ricaccia in gola alcuni cattivi pensieri, ma tutto sommato non muta l’idea rispetto agli interventi corposi che a giugno i cinesi debbano completare per rifare grandi davvero Inter e Milan. Quindi, appunto, parliamo dei cinesi di entrambe le società.