Piano con gli epinici e con i peana, ma la felicità e la soddisfazione di tanti tifosi del Milan era palpabile nei sorrisi sui loro volti a fine partita. Quando sono arrivato a San Siro, sotto una pioggia fitta e sottile, la mia mente è tornata a quella magica serata del 2 maggio 2007.

Quando ho visto, sotto il mio posto in tribuna, Rino Gattuso muoversi sulla riga di bordo campo, il mio cuore ha rivissuto quei momenti, quando “Il Vento e il Leone” mordeva le caviglie a Cristiano Ronaldo. Altra importanza certo tra una semifinale di Champions League, la partita perfetta, e un quarto di finale di Coppa Italia, ma intanto l’atmosfera meteorologica era la stessa, come anche la tensione, dopo gli ultimi brutti risultati.

Quando il Milan attraversa queste fasi travagliate due le possibili reazioni dei tifosi rossoneri: un progressivo distacco unito a critiche feroci oppure un maggior affetto verso la squadra, che ha bisogno di una vicinanza totale della sua gente. E’ quello che mi è sembrato di cogliere durante ogni fase del match, vissuto con straordinario attaccamento da parte dei tanti appassionati che hanno riempito le tribune di San Siro.

“Torneremo grandi!”. Questa l’affermazione del popolo milanista, abituato alle vittorie e stanco di sconfitte che spesso rasentano l’umiliazione. Gattuso è stato splendido nel suo lavoro soprattutto psicologico. Sta cercando di trasmettere il suo straordinario attaccamento a questi colori, il suo smisurato orgoglio nel lavorare a Milanello per il Milan.

Non voglio sbilanciarmi, perché è ancora presto, ma, dopo questo derby, sarà più molto più difficile battere i Ragazzi di Rino, che forse hanno trovato la piena consapevolezza nei propri mezzi, anche se, a Firenze, la stanchezza psicofisica sarà un'altra alta barriera da superare.

Mi è piaciuto l’atteggiamento di Calhanoglu, che potrebbe rappresentare un grande acquisto di gennaio, sta crescendo anche Biglia, migliorano le performance di Ricardo Rodriguez, con Suso e Bonaventura che mi hanno ricordato lo spiritaccio di Doha. Fatica ancora l’attacco. La sua ancora scarsa prolificità rappresenta l’ultimo ostacolo per una definitiva svolta in vista della seconda parte della stagione.

Chiudo con una parentesi finale su Antonio Donnarumma, grande protagonista del successo nel derby. Troppe cattiverie, troppe ironie sul fratello di Gigio, colpevole solo di aver sottoscritto di un ingaggio milionario. Quando entra in campo un ragazzo con la maglia rossonera, io non penso al suo conto in banca, ma solo ad applaudirlo, perché è un giocatore del Milan!