Beppe Signori, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse, ha chiesto pietà ma nessuno gliela darà. Ne è convinto Luciano Moggi, che, su Libero, fa un raffronto tra le vicende di Calciopoli e il nuovo scandalo che investe il mondo del calcio.

"Cinque anni dopo la gogna tocca ad altri. Fu uno dei momenti più brutti della mia vita: il giorno prima ero il Dio del calcio, il giorno dopo il demone causa di tutti i mali pallonari".

"Non mi sento di giudicare fatti e persone coinvolte. Leggo le carte e penso che in troppi si sono fatti prendere dalla smania delle scommesse, dei soldi facili. E' troppo presto per condannare questo o quell'altro. Con me invece ci hanno messo cinque minuti".

"Il calcio è sozzo molto più di prima. Il carrozzone del pallone tricolore sta andando a fondo: in Europa vinciamo poco e contiamo ancora meno. Ora la mazzata finale con la storia delle scommesse. Gli indagati? Se hanno sbagliato pagheranno, se sono innocenti pagheranno lo stesso. Così va in Italia, la pietà esiste solo nel Paese delle favole".