A nessuno certamente piace vestire i panni del profeta di sventure o di credere nella possibilità che le centurie di Nostradamus possiedano un minimo di credibilità. Eppure da troppo tempo, ormai, gli abitanti della Vecchia Europa e cioè tutti noi ci svegliamo al mattino e ancora prima di bere un caffè ci ritroviamo sconcertati con il cuore in gola. Da troppo tempo, infatti, le testate dei siti che fanno capo ai quotidiani di tutto il pianeta aprono, quasi una volta a settimana, con un titolo a caratteri cubitali per riferire ciò che di drammatico è accaduto più o meno a ottomila chilometri di distanza da noi in un Paese tradizionalmente noto per le sue miniere di carbone e per i suoi abitanti divoratori di aglio crudo. Oggi la Corea del Nord è la capolista nella hit parade di coloro che rischiano di mettere sottosopra il mondo con conseguenze inimmaginabili (o purtroppo immaginabili) per l’intera umanità.

Questa notte il folle Kim, despota e schiavista di un popolo il cui 45 per cento soffre di denutrizione mentre il regime spende miliardi per armi nucleari e non, l’ha fatta davvero grossa. La bomba termonucleare esplosa nel ventre di una montagna al Nord del Paese possedeva una potenza dieci volte superiore a quella che polverizzò Nagasaki. Non solo. Giappone, Cina e Russia sono in legittima fibrillazione perché sospettano che la deflagrazione abbia causato enormi crepe nel sistema di tenta protettiva e che, quindi, possano fuoriuscire e spargersi nell’atmosfera micidiali polluzioni radioattive. Sui canali di Stato della televisione nordcoreana ha già fatto la sua comparsa, a mezzo busto, l’inquietante figura della giornalista assatanata, la quale come al solito ha chiuso l’annuncio dell’evento con l’omaggio al dittatore.

Noi, poveri italiani, eravamo andati a nanna dopo aver visto strapazzare i nostri Azzurri al Bernabeu da una Spagna della quale e sulla cui potenza reale il pur onesto Giampiero Ventura aveva capito un bel nulla mandando in campo una formazione sicuramente coraggiosissima ma, proprio per questo, destinata a fare la fine del generale Custer e dei suoi soldati blu a Wounded Knee. Una batosta che ha provveduto a resuscitare il fantasma di una possibile esclusione della nostra Nazionale dai Mondiale in programma il prossimo anno. Evento che sarebbe incredibilmente mortificante per il nostro movimento calcistico. Ma che, al contempo, significherebbe poco o nulla se Dio non voglia quello stesso Mondiale non si dovesse giocare affatto per via che il mondo sarebbe impegnato a dover affrontare problemi ben più seri e vitali. Per evitare che ciò dovesse accadere sarebbe opportuno, saggio e indispensabile che il folle Kim fosse reso definitivamente inoffensivo.