Una vita in trincea. Emiliano Mondonico oggi non allena più, si gode la pensione e i nipoti, ma sino a pochi anni fa è rimasto sulla cresta dell'onda. Trent'anni su e giù per le panchine d'Italia, con alcuni picchi: Napoli, ma soprattutto Torino e Atalanta. Proprio la squadra che domenica affronterà al Sampdoria: "Dovremmo ringraziarle, realtà come questa Sampdoria e questa Atalanta" racconta Mondonico a La Repubblica. "Fanno il bene del calcio, divertono, fanno sperare in bene e trasmettono valori positivi. Perché la Serie A è sempre stata per storia e tradizione un campionato equilibrato, avvincente, di valore, in cui non se la giocavano solo quelle due o tre grandi squadre ma c’era anche tanto altro di interessante da vedere. Da qualche tempo non succedeva più così e invece la crescita di queste realtà fa ben sperare per il prosieguo del torneo appena iniziato. Sono due progetti che stanno facendo parlare, si sono fatte notare, finiscono in prima pagina come le grandi: hanno di fatto tutto per conquistarsi l’Europa, ma solo per questo hanno già vinto il loro campionato. Sono due provinciali che giocano da grandi. La Sampdoria ha avuto tutto il tempo di leccarsi le ferite di Udine, l’Atalanta sta viaggiando sulle nuvole, c’è un entusiasmo mai visto. Sarà una bella giornata".

Secondo Mondonico, i blucerchiati e i bergamaschi non devono temere un'eventuale qualificazione all'Europa League, in vista del prossimo campionato: "Le coppe appesantiscono le gambe? Sono tutte balle. Vincere aiuta a vincere, anzi. Per questo sono sicuro che l’Atalanta in Europa ci tornerà, e farebbe bene la Sampdoria a puntare apertamente a un obiettivo del genere".

La Sampdoria sembra più convinta rispetto all'anno scorso: cosa ha di piu? "Sarà banale, ma ha solo un allenatore più convinto nei propri mezzi. Giampaolo mi è sempre piaciuto perché ha una filosofia di gioco chiara, quello che ha fatto la sua fortuna a Empoli, che per certi versi lo avvicina a Sarri, ma sa far giocare nel modo migliore i giocatori che ha. È una persona intelligente, e lo si vede in campo. Gli ingredienti per vincere? Quelli che si sono mischiati insieme a Bergamo l’anno scorso, e sulla carta ha la Sampdoria attuale. Un bravo allenatore, idee chiare, una rosa adatta al tipo di gioco che il tecnico sa di poter fare con quello che ha a disposizione. E poi l’ambiente giusto, capace di sposare la causa. Tifosi che si facciano trascinare e sostengano a prescindere".

"Io di Marassi ho solo bei ricordi, dalla prima volta con la Cremonese, nell’84, con Gianluca Vialli in blucerchiato che pochi mesi prima era uno dei nostri, a tutti i Genoa-Torino in cui si festeggiava il gemellaggio e si trasformavano sempre in grandissime partite, tiratissime fino all’ultimo" conclude l'ex allenatore. "Marassi è uno di quei campi che possono preoccupare, ma in cui spesso la squadra ospite si gasa. E la Samp stia attenta".