Calciomercato.com

  • Montella, basta esperimenti: il Milan torni al centrocampo 'operaio'

    Montella, basta esperimenti: il Milan torni al centrocampo 'operaio'

    • AD
    Se i successi di una squadra dipendono spesso dalla tenuta della propria difesa, è altrettanto vero che le sue fortune sono legate alla qualità del reparto di centrocampo, non a caso uno dei principali punti deboli del Milan attuale. Qualitativamente non eccelso e poco abile a fare filtro, per dirla in gergo tattico, motivo per cui il nuovo ad Fassone e il ds Mirabelli stanno concentrando gran parte delle proprie energie per individuare giocatori di livello importante.

    UN MILAN PIU' TOSTO - Prima però di tuffarsi sul mercato e sugli obiettivi concreti del club rossonero, Vincenzo Montella ha la necessità di correre ai ripari dopo la recente striscia negativa di risultati, fatta di 2 pareggi e 4 sconfitte, e molti dei dubbi nascono proprio dalla composizione della mediana per le ultime tre partite di campionato, a cominciare da quella che fronteggerà sabato l'Atalanta. Contro una formazione che ha viaggiato tutto l'anno a ritmi altissimi e che fa dell'intensità un mantra, il Milan non può permettersi ancora di optare per un centrocampo di soli "fini dicitori". La coppia Sosa-Mati Fernandez non offre le necessarie garanzie, risultando troppo poco dinamica contro squadre che basano molto del proprio gioco sulla corsa.

    KUCKA+PASALIC - E' pur vero che nelle ultime settimane Kucka e Pasalic, i due equilibratori della rosa rossonera, hanno accusato un vistoso calo di rendimento, dovuto al decadimento complessivo della forma atletica di tutta la squadra ma anche a scelte di Montella che hanno messo all'improvviso ai margini giocatori che avevano recitato una parte importante nella prima metà di stagione, ragionamento che vale soprattutto per lo slovacco. Nella rosa rossonera, si tratta degli unici due giocatori potenzialmente con la capacità di attaccare gli spazi e di dare sostanza ad una squadra altrimenti troppo sbilanciata. Non è certo l'auspicato cambio di tattica richiesto dall'ex presidente Berlusconi, ma in un periodo di crisi di risultati e di gioco evidente passare ad una versione meno osé e più umile non sarebbe una scelta così peregrina.

    Altre Notizie