Fra le cause che avrebbero contribuito se non alla rinascita, certo al risveglio del Milan, oltre alle capacità di Montella e ad un avvio non oberato da particolari aspettative, quindi psicologicamente vantaggioso, ce n'è una che è passata sotto silenzio.

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Si tratterebbe d'una più ferrea disciplina alimentare imposta da Montella. Non sono pochi nello sport coloro che si sottopongono attentamente a serie prove allergologiche e a diete attentissime. Il caso di Djokovic è esemplare. Scopertosi celiaco, ossia affetto da un'infiammazione dell'intestino causata dal glutine (si trova nel frumento, nell'orzo e nella segale) dapprima si è sottoposto ad una dieta priva di glutine, poi ha bilanciato l'apporto di proteine, diminuendo l'assunzione di carni e aumentando quella di vegetali sposati con cereali privi di glutine come il riso, il mais, il grano saraceno, il miglio.
L'allenatore del Milan è andato nella stessa direzione, anzi sembra che si sia spinto oltre. Avrebbe chiesto ai suoi giocatori, sotto controllo dei nutrizionisti, di optare in certi  giorni della settimana per una dieta che sembrerebbe addirittura vegana ossia priva di qualsiasi prodotto di origine animale. Non solo niente carne, ma nemmeno pesce, uova, formaggi.
Il veganismo che deriva il suo nome dalla contrazione del termine inglese "vegetarian", è un vero e proprio movimento filosofico basato sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali: per alimentazione, spettacolo, abbigliamento e quant'altro. E' la pratica della teoria antispecista, nata in Inghilterra a metà dell'Ottocento, che osserva come anche gli animali possano soffrire e provare dolore esattamente come gli esseri umani e per questa ragione ritiene che non possano non avere diritti in quanto esseri viventi. Per esempio il Progetto Grande Scimmia è un Associazione internazionale che si propone di ottenere da parte dell'ONU una Dichiarazione dei Diritti delle Grandi Scimmie in grado di estendere ai Bonobo, Scimpanzé, Gorilla e Orango alcuni dei diritti riconosciuti all'uomo come il diritto alla vita, alla protezione della libertà individuale e alla protezione dalla tortura.
Le diete vegane estreme, senza il controllo di un nutrizionista, possono risultare dannose soprattutto in giovane età perché potrebbero comportare la pericolosa riduzione nell'assorbimento di alcune sostanze. Ora non sembra che Montella sia un attivista del Progetto Grandi Scimmie né che sia un accanito vegano, ma pare sicuro che abbia sensibilmente variato gli standard nutrizionali del Milan in senso vegetariano.