Bellissimo e crudele. Ma giusto, giustissimo. il derby scrive una sceneggiatura affascinante non solo per i 93 minuti della sua durata, ma anche per il resto del campionato. Il 3-2 dell’Inter (tripletta di Icardi contro i gol di Suso e l’autorete di Handanovic) consegna alla classifica una seconda che contiene il tentativo di fuga del Napoli. Spalletti è a meno due da Sarri e sabato sera, nell’anticipo delle 20.45, ci sarà lo scontro diretto al San Paolo.

Il successo dell’Inter matura alla fine, cioé quando corre l’89’ e Rodriguez, sovrastato da Candreva fino a quando l’esterno dell’Inter è rimasto in campo (27’ della ripresa), abbraccia D’Ambrosio in area sulla palla spiovente dall’ultimo calcio d’angolo. Tagliavento vede e decreta il rigore senza bisogno dell’ausilio del Var. Icardi segna e per gli interisti è il deliquio oltre che un secondo posto che profuma di impresa. E’ vero che Spalletti, complice la tonsillite di Joao Mario, ha gli uomini contati, ma questa settimana, mentre il Napoli volerà a Manchester per affrontare in Champions la prima della Premier, lui potrà allenare una squadra carica, motivata e a nessun rischio di infortunio o di usura.

Il Milan ha buttato il primo tempo perché Montella, ancora una volta, non ha trovato una collocazione a Suso. Me lo ero immaginato largo a puntare Nagatomo in una sorta di 3-4-3,  mascherato dal 3-5-1-1. Invece lo spagnolo, pur svariando da destra a sinistra, è rimasto imbottigliato tra le linee e spesso con le spalle alla porta. Non credo sia un caso che, nell’unica volta che Nagatomo è stato attaccato da Kessie con un pallone aggirante (o dietro le spalle) per Borini, i rossoneri abbiano sfiorato il pari. 

Eravamo alla fine del primo tempo e l’Inter conduceva da diciotto minuti. A segnare era stato Icardi con una rapinosa torsione sottoporta, ma a confezionare il vantaggio ci ha pensato la catena di destra, costituita da D’Ambrosio e Candreva. L’assist di quest’ultimo è stato arcuato e prelibato, ma la spinta è venuta dal terzino. Candreva non ha fatto solo questo. Ha corso tanto, colpito la parte alta della traversa con un tiro da fuori (12’), contrastato, pressato, in pratica giocato come chiunque avrebbe richiesto ad un moderno polivalente.

All’intervallo Montella non ha cambiato sistema di gioco (3-5-2), ma tolto Kessie e inserito Cutrone. L’attaccante è andato ad affiancare André Silva, mentre Suso è retrocesso a mezzala. La scelta si è rivelata azzeccata per due ragioni. La prima: Suso ha potuto ricevere palla fronte alla porta, anche se era qualche metro più distante. La seconda: i cambi di fronte operati da lui hanno cominciato ad infastidire l’Inter che arrivava spesso a chiudere in ritardo.

Nei primi diciassette minuti della ripresa non solo il Milan ha segnato due gol (uno con Musacchio in fuorigioco, l’altro con Suso strepitoso), ma ha anche insidiato la porta di Handanovic con Bonaventura. Il portiere sloveno è stato superbo su una conclusione da due passi, poi sull’azione successiva, l’Inter è tornata in vantaggio ancora con Icardi. Che cosa è successo? Che il Milan nell’avanzare con impeto ha lasciato qualche spazio di troppo (contropiede di Candreva per Vecino e tiro radente fuori di poco). Poi (18’) Icardi è andato a rubar palla al tiepido Biglia, ha servito Perisic ed è andato a chiudere in spaccata sul cross del croato.

A quel punto, l’Inter sembrava in controllo. Spalletti ha avvicendato Candreva con Cancelo e, pur senza chiudersi, ha lasciato il filo dell’iniziativa il Milan. L’entrata di Locatelli per Romagnoli ha restituito l’equidistanza tra i reparti. Tuttavia non sarebbe accaduto più nulla se l’intera difesa interista non si fosse fatta sorprendere da un cross a mezza altezza di Borini da destra (35’). Sul pallone si è avventato Bonaventura che ha scagliato in rete da due passi. Handanovic, più sfortunato che improvvido, ha deviato sul palo prima di farsi carambolare la palla su un ginocchio. Autorete chiara e sembrava definitiva. Ma ad un minuto dalla fine Rodriguez ha commesso un fallo grossolano. All’Inter è andato il successo e ad Icardi il pallone del magico tris.