Vincenzo Montella, allenatore del Milan, interviene a Sky Sport dopo il pareggio con l'AEK in Europa League: "Momento complesso, se avessimo vinto si sarebbe respirato un altro entusiasmo. Abbiamo fatto la partita, la squadra ha costruito ma se non la sblocchi diventa sempre più complicato con il passare dei minuti. Siamo primi in classifica, l'analisi anche di chi era allo stadio può essere fuorviante perché arriviamo da tre sconfitte in campionato. Il disappunto non credo sia stato tanto per la prestazione, abbiamo creato tanto purtroppo non siamo riusciti a concretizzare.

Manca la scintilla, manca la vittoria. I ragazzi non sono tranquilli, ognuno di loro ha la sua storia e vorrebbe fare qualcosa in più, dimostrare di essere da Milan, e quindi sono un po' bloccati. Questo è il mio compito primario.

Le parole di Mirabelli (LEGGI QUI)? Con Massimo ho un rapporto splendido a livello personale, ognuno giudica l'altro ed è giusto che lui lo faccia alla sua maniera. Non sono d'accordo che con l'Inter non siamo entrati in campo il primo tempo, abbiamo fatto un primo tempo attendista, altrimenti non saremmo stati in grado di giocare così la ripresa. Con la Roma abbiamo giocato alla grande per 70 minuti e abbiamo visto quello che hanno fatto a Londra. Vorremmo vedere tutti 95 minuti al meglio, ma il miglioramento di una squadra passa per certi step e ci arriveremo. Molti dei ragazzi una maglia pesante come quella del Milan non l'hanno mai indossata e questo li fa rendere meno. Chiedo a società e tifosi di starci vicino, di stare vicino soprattutto ai giocatori che hanno qualità ma anche una sensibilità particolare e in questo momento hanno bisogno di una carezza in più.

Perché il Milan non riparte mai dal punto più alto? Sono d'accordo sul fatto che il primo tempo sia stato al di sotto di quanto mi aspettassi. Non mi è piaciuta l'interpretazione, vi voleva rabbia per cambiare la situazione. Per arrivare a giocare 95 minuti a certi livelli serve un percorso e ci arriveremo. Se in questo momento decidiamo, come abbiamo deciso con la società, di stringerci finché possiamo attorno ai calciatori che sono l'essenza dei successi, questo risultato lo otterremo più velocemente.

Cosa fare per alzare il livello di qualità nello stretto? Credo che questa squadra abbia qualità, ma dei giocatori cardine non sentono la fiducia necessaria per fare la giocata. Manca esuberanza, non qualità. La qualità non si allena: o ce l'hai o non ce l'hai, questa squadra ce l'ha e dobbiamo tirargliela fuori. Abbiamo bisogno che i nostri giocatori di maggior talento siano più spensierati. Mi riferisco ai centrocampisti e agli esterni. Credo che i nostri attaccanti siano speciali e unici per il lavoro che fanno senza palla, però devono crescere in fase risolutiva se vogliamo crescere.

Mirabelli non ha gradito le mie dichiarazioni in conferenza? Sinceramente non vedo differenza di vedute, non so cosa abbia voluto dire. Penso che abbiamo un rapporto schietto, lui più di me non è abituato a perdere. Sto facendo preparare a un mio amico farmacista una pillola per le sconfitte (ride, ndr). Lui si è avvicinato in panchina? Ho visto dalle immagini, non so dove fosse. Magari una cosa scaramantica".