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  • De Laurentiis: 'Noi l'anti-Juve, Sarri meglio di Guardiola. Voglio Chiesa'

    De Laurentiis: 'Noi l'anti-Juve, Sarri meglio di Guardiola. Voglio Chiesa'

    • Giacomo Brunetti, inviato a Firenze
    Al Festival del calcio di Firenze è arrivato questo pomeriggio anche il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Calciomercato.com è presente con l'inviato Giacomo Brunetti, ecco le parole del patron azzurro a Premium Sport: "È stato molto semplice portare il Napoli in alto, anche se sembrava complesso. Del calcio non sapevo nulla, ma sapevo abbastanza di cinema: applicandone le stesse regole, piano piano siamo arrivati dove siamo ora. Otto anni in Europa sono una bella sfida, considerando che siamo partiti dalla Serie C. Alla fine del primo anno di Serie A mi dissero che eravamo 525esimi nel ranking Uefa, ora siamo 12esimi, questo ranking lo amiamo. Non abbiamo sbagliato nessun allenatore: Mazzarri, Reja, Benitez, Sarri, che è un fenomeno. Diciamo che è stato un modo piacevole di diversificare e diventare coscienti di cos'è il calcio, prima non lo sapevo. Che titolo darei al Napoli? Non lo so, non sarebbe un film ma una serie tv di successo, visto che ora vanno tanto di moda. Abbiamo scoperto tramite la Nielsen, alla quale ho pagato un lauto compenso, che i tifosi azzurri compresa l'Italia sono 35 milioni, mentre i simpatizzanti arrivano a 120".

    SU SARRI E ALLEGRI - "Le parole di Sarri e Allegri? Ognuno se la canta e se la suona. Io dico che siamo belli e vinciamo, ma accettiamo qualsiasi battuta. Volevo giocare alle 18 con la Roma? Avevo soltanto programmato e pregato di spostare l'orario per consentire ai tifosi azzurri di esserci, visto che c'è una certa tensione dopo l'incidente che costò la vita al povero Ciro. C'è stato un ripensamento, cosa che ignoravo, credo che nella gara contro la Lazio a Roma l'Osservatorio abbia avuto da ridire sul comportamento dei tifosi partenopei venuti all'Olimpico. Lo ignoravo, ma ognuno paga le conseguenze dei propri comportamenti. Non potranno esserci i residenti in Campania, ma tutti gli altri potranno farlo: spero siano numerosi".

    SU MERTENS E INGLESE - "Mertens è tra i candidati al Pallone d'Oro? Non abbiamo voluto cambiare nessuno, abbiamo aumentato lo stipendio a tutti e quello è stato il più grande acquisto. Con gli arrivi di Ounas e Mario Rui abbiamo rinforzato la squadra, vedremo con l'incidente di Milik cosa accadrà. Per fortuna si è infortunato un mese prima dell'anno scorso e tornerà prima. L'ultimo giorno di mercato ebbi l'intuizione che potesse esserci qualcosa che non andava e volli prendere Inglese. Avvisai Campedelli che a gennaio in caso di incidenti avrei potuto bussare alla sua porta, e busserò, busserò... ma non vi anticipo altro.

    SU HIGUAIN - "Penso che Higuain senta molto più la mancanza di Sarri, piuttosto che il contrario. Il mister è un gentiluomo e un uomo estremamente dolce, e dirà il contrario, ma qui in Italia nessuno vuole litigare con nessuno, io invece ci metto la faccia e voglio litigare con tutti. Noi lo abbiamo rispolverato dopo il Real Madrid, ma chi viene a Napoli fa sempre benissimo: Cavani al Palermo non faceva 30 gol, idem Lavezzi che è espoloso con noi. Penso a Quagliarella, che ha vissuto un anno col groppone in gola per un male che nemmeno noi conoscevamo, altrimenti me lo sarei tenuto, puntavo tanto su di lui. Il futuro di Sarri? Lui è un toscano, una terra straordinaria. È nato a Napoli, è un toscanaccio preciso ma dopo questi tre anni è anche napoletano: un po' 'paravento', vedremo cosa accadrà. Gli auguro in ogni caso una carriera luminosa. Il Var? Non vedo troppe perdite di tempo, anzi, io riformerei il calcio totalmente: aumenterei i cambi, eliminerei l'intervallo e farei due minuti di pausa ogni dieci. Sono riuscito ad allargare le panchine in Serie A, chi restava in tribuna era triste, era una cafonata e in Europa è ancora così".

    De Laurentiis ha poi parlato anche a Sky Sport: "La nuova pagina che vorrei scrivere? Quella sullo scudetto, non c'è dubbio, ma non ci dispiacerebbe la Champions. Ci sono tantissime partite, quando si gioca contro una squadra competitiva ci si concentra molto, poi con le altre capita un rilassamento. Abbiamo sempre denunciato le troppe partite, non vorrei mai avere la Nazionale durante il campionato. Dovremmo decidere con la Fifa e l'Uefa nel relegarla in alcuni periodi. Sarri il miglior allenatore che ho avuto? Per questo periodo storico possiamo dire. Così come non si può dire che Allegri sia meglio di Conte. Sarri è un grande, viene da campionati minori, s'è affacciato con l'Empoli e col Napoli è cresciuto a livello esponenziale. È un 'maturo giovane', non è che avendo un'età matura rifiuta le innovazioni. È uno studioso, ma applica, non è un teorico".

    SARRI MEGLIO DI GUARDIOLA - "Mertens? Ci ho lavorato un anno sul suo contratto per farlo restare, che si goda anche lui questo momento. Ventura? Chiunque avrebbe difficoltà a mettere insieme giocatori che hanno tattiche diverse nei club, espressioni di un calcio diverso. Fare il ct è la cosa più difficile del mondo. Per quel poco che capisco di calcio posso dirgli di mettere da parte il 4-2-4 che mortifica e non esalta. Contro la Roma sarà una gara dura, importante, tra due squadre che hanno vinto le ultime partite. Di Francesco è approdato in un ambiente difficile e l'ha sublimato con una serie di soluzioni pur non avendo tutti i giocatori a disposizione. Lode a lui, sta facendo un lavoro ottimo. Arriva dopo queste maledette nazionali ed i giocatori possono dirti non ero concentrato, mi sono distratto. Roma, City e Inter? Sarà un bel banco di prova, tre gare difficilissime. City fortissimo, Guardiola ha ritrovato splendore, l'Inter ha un bravo tecnico che ci ha già dato filo da torcere. Sarà una settimana impegnativa, conterà molto la condizione fisica e mentale. Se cambierei Guardiola con Sarri? Mai! Per lo stipendio? No, anche con lo stesso stipendio non lo cambierei mai. Sarri è in crescita".

    NAPOLI ANTI JUVE - "La Juve è una grande squadra, consolidata, poi per paura si può dire qualcosa o per sfottò o azzardata per obiettività. Anti-Juve? Ma siamo noi, per ora. Poi ci sono anche le altre, ma possono lavorare anche per il Napoli se riusciranno a creare delle difficoltà alla Juve. Ma Sarri può dire quello che vuole per una politica di spogliatoi. La sorpresa negativa? Il Benevento, mi aspettavo più investimenti. In generale chi viene dalla Serie B dovrebbe mettere subtio 50 milioni, tra i 30 dei diritti tv e altri per fare il salto di qualità e lottare per la categoria".

    SULLA NAZIONALE - "Conte è scappato. La Nazionale non ti consente di avere un gruppo da allenare, devi sottostare a pressioni di molti: diventa una situazione da manicomio. Quando poi invece di scegliere un modulo più semplice vai con il 4-2-4, estraneo a tutti, te le vai anche a cercare."
    SULL'ACQUISTO DEL NAPOLI - "I fondi stranieri sono un cancro. Vi racconto una storia: nel 2004 lasciai Los Angeles per andare in vacanza a Capri, in America avevo finito le riprese con Angelina Jolie. Dissi agli attori di non muoversi dagli States, poi arrivo a Capri - avevo ospite Danny de Vito - ma al Quisisana vidi sul giornale che Gaucci da Santo Domingo diceva di comprare il Napoli per 5 milioni di euro. Chiesi il motivo, non sapevo che il club era fallito. Era il 13 agosto, chiamai delle persone per comprare il Napoli. Tutti l'avevano sconsigliato, spiegai loro le mie motivazioni e mi diedero ragione. Bisognava però aspettare fine agosto per le banche, che avevano il CdA il 7 settembre. Li mandai a quel paese, presi i 32 milioni di euro. Pozzo si fermò a 17 milioni. Andai in Tribunale e presi il Napoli. Questa è la storia del Napoli".



    SULLO STADIO - "A Firenze c'è il calcio storico, l'abbiamo messo anche nei film. Il problema nostro è rappresentato dai politici. Quando vai a Londra per sfidare l'Arsenal, vedi lo stadio e capisci che hanno investito 350 milioni di sterline. Hanno fatto tantissimi salottini, che all'inizio hanno fittato subito. Hanno speso 350 milioni di sterline perché intorno gli hanno fatto costruire 5 milioni di metri quadri, hanno fatto un differenziale di utili di 3,5 miliardi di sterline. Hanno così potenziato il club. Se vado dal Sindaco di Napoli, servono 350 anni. C'è il predissesto, ho anticipato 7 milioni che non hanno restituito mai. A Firenze sono anni che il mio amico Diego Della Valle vuole fare lo stadio, allora di cosa dobbiamo parlare? Abbiamo finalmente un Ministro dello Sport ma, al di là di aver corretto la legge sulla costruzione degli stadi perché era impraticabile, perché in Italia deve diventare tutto difficile e irrealizzabile? A Napoli ho deciso di fare uno stadio con pochi posti, al coperto, come un teatro. Diciamo con un campo di calcio che poi sparisce e va due metri sotto, poi c'è una piattaforma per poter fare concerti. Quando metto 25mila posti, poi andremo al San Paolo quando ci saranno le gare da 50mila posti. Sul San Paolo non mi fanno fare nulla, ma allora come bisogna cambiare la città?".



    SULLA CLAUSOLA DI SARRI - "Non devo convincere nessuno, per me è troppo intelligente per capire che sta mettendo per iscritto quella teoria che cerebralmente aveva inventato e applicato nelle serie minori. A Napoli lui ha avuto molto, gli sono stati messi a disposizione dei calciatori che già con Benitez avevano dato il loro apporto. E' chiaro che ogni anno questi calciatori diventano più capaci. L'Insigne e il Mertens di 4 anni fa non sono quelli di oggi, stesso discorso per Jorginho e Ghoulam. Anche Milik, Hysaj e Callejon. Su Milik mi chiesero se fossi pazzo, ma tutti hanno dovuto ricredersi. Prima dell'infortunio, ovviamente. La gente ama parlare, è giusto così. In questo modo nasce un certo dibattito. Sarri è un gentiluomo e un affezionato, non s'è mai diviso dalla moglie e non ha mai ripudiato il figlio. Non vedo il motivo per cui debba andare via. Poi molto dipenderà anche da me, 'ca nisciun e fess".



    SU CHIESA - "L'ho richiesto a Della Valle anche venti giorni fa. Se sono disposto a comprarlo? Sì, ma il valore non è in relazione a quello che può dare. Forse servono due anni di allenamenti per integrarsi nel modulo e nei meccanismi, poi bisogna uniformarsi agli altri come gli altri devono uniformarsi a te. Il problema dei Della Valle è che non hanno mai parlato di prezzi, ma loro sono bravi e quindi sarà caro".

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