Pietro Tonelli, padre del difensore del Napoli classe '90 Lorenzo Tonelli, ci tiene a dire che il figlio non si è mai lamentato del fatto che sta trovando poco spazio nella squadra di Sarri e ai microfoni di CalcioNapoli24.it precisa: "Io penso che si trovi bene, non si è mai lamentato della città, anzi. So che si impegna molto in allenamento per poter giocare. Lo sento molto tranquillo e sereno. Parlo molto spesso con lui, ma parlo ancor di più con la sua compagna, Claudia. Le faccio un esempio: io faccio il chirurgo, mi hanno trasferito da qualche mese in un nuovo ospedale qui a Firenze. Per ricollegarmi alla situazione di Lorenzo, è un po’ come se fino ad ora non mi avessero mai fatto entrare in sala operatoria in questo nuovo ospedale. Un calciatore penso che si realizzi quando ha la possibilità di giocare. Sicuramente penso che ci stia male, come è normale che sia, ma con me non si è mai lamentato. Se sono felice che mio nipote nascerà a Napoli? Sono felicissimo di ciò, a me Napoli piace tantissimo. Mi piacciono molto i napoletani, ho vari amici e colleghi storici che sono napoletani. A loro sono molto legato affettivamente. L'infortunio ormai l'ha passato, a me ha detto che sta bene. Oltre un mese fa gli chiesi se se la sentiva di giocare, e mi ha risposto con un sì deciso, quindi mi basta questa sua affermazione per sapere che è pronto per giocare. Che squadra si tifa a casa Tonelli? Seguiamo solo il Napoli, mi sono abbonato anche a Mediaset Premium per poter seguire la Champions League. Lorenzo come ha preso l’esclusione dalla lista Uefa? Stiamo parlando di una cosa che è successa a settembre, era un po’ preoccupato. Perchè ovviamente a quei tempi non stava bene, sperava di recuperare. Poi ha recuperato, capiva però perfettamente che non essendo ancora al 100% delle sue possibilità era stato escluso. C’è qualche compagno con cui ha legato di più? Sinceramente non lo so proprio, ma posso dire che si trova benissimo. A Napoli ogni volta che vedono Lorenzo è una festa, è incredibile ed è una cosa strepitosa! Lo riconoscono tutti. Quando è tornato qui a Firenze per lo stage con la nazionale settimana scorsa, sono andato a prenderlo alla stazione. Martedì sarei voluto andare a vederlo a Coverciano ma ero stanco morto per aver lavorato tutta la notte. Così ci siamo rivisti mercoledì quando l’ho riaccompagnato alla stazione per prendere il treno per Napoli. Mi ha stupito il fatto che ci fossero tanti napoletani che lo hanno fermato nei pressi del binario per una foto, ma la cosa che più mi ha fatto ridere è che anche un fiorentino ha voluto stringergli la mano e farsi una foto con lui, non era mai successo. Lo stage? Certo che mi fa piacere, è davvero una bella soddisfazione. Tra l’altro credo che Lorenzo se lo meriti di far parte del giro della nazionale o di essere almeno convocato. Poi è ovvio che giocando col Napoli potrà dimostrare ancor di più il suo valore".