Quelli che hanno cominciato il campionato sono la prosecuzione di una logica tattica e di individui che era stata il filo conduttore del Napoli della scorsa stagione. La solita squadra, quella dei titolarissimi, con l’eccezione di Gabbiadini o Milik a sostituire Higuain, ceduto alla Juventus a fine luglio. Tanti nuovi acquisti, quasi tutti giovani di prospettiva ancora indefinita, tanto è il potenziale, ma per cominciare il tecnico ha ritenuto comprensibilmente più opportuno ripartire da dove si era interrotto.


Una scelta che sostanzialmente non ha ripagato le aspettative, perché in cinque partite sono arrivati due pareggi. Eppure è tutt’altra musica quella che il maestro Sarri ha impartito alla sua orchestra: cambiano un paio di violini e il Napoli è sinfonico. Mertens e Milik rimpiazzano Insigne e Gabbiadini. Il primo poco estroso, il secondo palesemente fuori ruolo. Ora, però, tocca ai centrocampisti e ai difensori. Maksimovic e Tonelli sono disponibili, il serbo soprattutto, e in mediana scalpitano Rog e Diawara: tutti in attesa di debuttare. Senza dimenticare Giaccherini, che dovrebbe fare il vice Callejon.